
Ultimamente, si sta assistendo a un’allarmante impennata di malware progettati per il furto di informazioni e mirati ai sistemi operativi macOS, segnando un cambiamento significativo rispetto al tradizionale modello di minaccia storicamente concentrato su Windows.
Questi nuovi infostealer, sempre più sofisticati, sono progettati per agire con una precisione senza precedenti negli ambienti Apple, puntando a dati di grande valore come credenziali dei browser, cookie e informazioni di compilazione automatica che possono essere utilizzati da gruppi ransomware o broker di accesso iniziale per penetrare nelle reti aziendali.
L’emergere di queste minacce risponde direttamente alla crescente diffusione dei dispositivi Apple in contesti aziendali. A differenza delle controparti pensate per Windows, gli infostealer per macOS sono sviluppati per sfruttare vulnerabilità e vettori di attacco specifici del sistema operativo di Cupertino, riuscendo così a eludere le tradizionali contromisure di sicurezza. L’obiettivo principale rimane sempre la raccolta sistematica di dati salvati nei browser, informazioni sull’host e dettagli delle applicazioni installate, così da creare un’impronta digitale completa delle macchine compromesse.
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Secondo gli analisti del Flashpoint Intel Team, il panorama attuale delle minacce su macOS è dominato da quattro famiglie principali: Atomic Stealer, considerato il Malware-as-a-Service più diffuso; Poseidon Stealer, una variante particolarmente avanzata collegata agli stessi sviluppatori di Atomic; Cthulu, un’altra piattaforma MaaS rilevante; e Banshee, che amplia ulteriormente l’ecosistema criminale. Insieme, queste famiglie riescono a processare oltre 300 milioni di set di credenziali al mese, tra cui circa 50 milioni di credenziali uniche e 6 milioni mai viste prima, sottratte a più di un milione e mezzo di host infetti.
Dal punto di vista tecnico, questi infostealer dimostrano una notevole conoscenza dell’architettura macOS. Utilizzano principalmente AppleScript per mostrare richieste di autenticazione contraffatte, sfruttando la fiducia che gli utenti ripongono nelle finestre di dialogo di sistema. Una sequenza tipica può prevedere la comparsa di un messaggio che invita a installare un aggiornamento di sicurezza. Una volta ottenuto il consenso dell’utente, il malware esegue comandi come system_profiler SPHardwareDataType e system_profiler SPApplicationsDataType per raccogliere dettagli approfonditi sull’hardware e sulle applicazioni installate, preparando così una base informativa utile agli attaccanti.
L’esfiltrazione dei dati avviene tramite richieste HTTP POST verso server di comando e controllo, dopo che le informazioni sono state compresse con strumenti di archiviazione comuni. I target principali restano le credenziali salvate nei portachiavi di Safari, i file locali di Chrome e i database logins.json di Firefox, che vengono trasmessi in modo organizzato verso l’infrastruttura remota degli aggressori.
La combinazione di sofisticazione tecnica, rapida evoluzione e capacità di elusione dei controlli rende questi infostealer per macOS una minaccia particolarmente pericolosa, imponendo alle organizzazioni la necessità di aggiornare costantemente le proprie difese e sensibilizzare gli utenti sui rischi sempre più avanzati che si celano dietro semplici richieste di aggiornamento.
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