
Il Centro europeo per i diritti digitali, meglio noto come NOYB (Non Of Your Business), accusa X dell’uso illegale delle opinioni politiche e delle convinzioni religiose degli utenti per visualizzare pubblicità mirata.
Le accuse si riferiscono a una campagna per promuovere la regolamentazione del “controllo della chat” nei Paesi Bassi, dove X ha utilizzato dati appositamente protetti per selezionare il pubblico.
È interessante notare che prima una denuncia simile è stata presentata contro la stessa Commissione Europea per “uso illegale del microtargeting”. E quando la Commissione ha smesso di pubblicare pubblicità, NOYB ha deciso di agire contro X in quanto piattaforma che ha accesso a dati sensibili degli utenti ed è in grado di utilizzarli nel proprio interesse.
NOYB sostiene che X utilizza in modo improprio le informazioni per indirizzare la pubblicità, comprese le opinioni politiche e le credenze religiose, ottenute monitorando clic, Mi piace e risposte ai post. Nel settembre di quest’anno, la Commissione europea ha utilizzato queste informazioni per promuovere una controversa proposta per regolamentare la chat in X. La piattaforma ha permesso alla pubblicità della commissione di raggiungere esattamente il pubblico giusto in base alle sue opinioni politiche e religiose.
Inoltre, NOYB sottolinea la violazione da parte di X delle proprie linee guida pubblicitarie. Sebbene X affermi che le affiliazioni politiche e le convinzioni religiose non dovrebbero essere utilizzate per la pubblicità mirata, la piattaforma stessa non sembra applicare questo divieto.
“Sulla carta X vieta l’uso di dati sensibili per la pubblicità politica, ma in realtà l’azienda continua a beneficiare di tecniche che sappiamo essere dannose dopo lo scandalo Cambridge Analytica nel 2018”, afferma Maartje de Graaf, avvocato specializzato in protezione dei dati presso NOYB.
Inoltre, NOYB accusa X di violare il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) e il Digital Services Act (DSA).
Questo incidente dimostra la necessità di una regolamentazione più severa delle aziende tecnologiche per quanto riguarda l’uso dei dati personali. Le piattaforme sono tenute a rispettare le proprie regole e gli standard legali sulla privacy. Solo con la piena trasparenza delle loro attività si potranno garantire i diritti dei cittadini.
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