Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
970x120 Enterprise 1
320x100 Itcentric
QR code: come vengono utilizzati dai criminali informatici.

QR code: come vengono utilizzati dai criminali informatici.

27 Aprile 2021 05:44

Una ricerca su 4.157 consumatori in Cina, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti ha rilevato che il 57% degli intervistati ha aumentato il proprio utilizzo dei QR code da metà marzo 2020.

In tutto, tre quarti degli intervistati, il 77%, ha affermato di aver già scansionato un codice QR in precedenza, mentre il 43% ha scansionato un codice QR nell’ultima settimana.

Ma come al solito, dove l’utilizzo di una tecnologia aumenta, anche il crimine informatico aumenta il suo interesse.

“Nel sondaggio, il 31% degli intervistati ha affermato di aver scansionato un QR code che ha fatto qualcosa che non si aspettava o di essere stato portato a un sito Web sospetto”, ha detto a Threatpost Chris Goettl, direttore senior della gestione dei prodotti e della sicurezza presso Ivanti, l‘azienda che ha condotto il sondaggio.

“Si tratta di un leggero aumento rispetto a sei mesi fa, quando il 25% degli intervistati ha affermato di aver scansionato un codice QR che ha fatto qualcosa di diverso da quanto aspettato”.

Goettl ha osservato che gli hacker sono noti per creare etichette adesive con dei codici QR dannosi e incollarli su codici QR legittimi, consentendo loro di intercettare o sedersi nel mezzo delle transazioni e acquisire informazioni di pagamento

“Questo è successo nei parcheggi e nei ristoranti all’aperto”, ha detto.

Inoltre, i criminali informatici utilizzano comunemente i codici QR per attacchi di phishing e per inoculare malware.

Ha osservato che i codici QR dannosi possono indirizzare gli utenti a siti Web dall’aspetto legittimo progettati per rubare credenziali, dati di carte di credito, accessi aziendali e altro; o a siti che scaricano automaticamente software dannoso su dispositivi mobili.

Entrambi i tipi di attacco sono generalmente volti a compromettere account mobili, app aziendali e dati che potrebbero trovarsi sul dispositivo.

“Tuttavia, la forma più comune di QRLjacking è quando un codice QR legittimo progettato per facilitare i pagamenti senza contanti viene sostituito con un codice QR dannoso che espone le informazioni bancarie o finanziarie quando vengono scansionate”, ha detto Goettl a Threatpost. “Quel codice QR dannoso potrebbe consentire ai criminali di trasferire denaro da conti bancari.”

infatti, la Major Cybercrime Unit dell’Esercito Criminal Investigation Command ha recentemente emesso un avviso, avvertendo il pubblico della presenza di criminali informatici altamente motivati ​​che potrebbero utilizzare i codici QR per eseguire una serie di attacchi mobili. L‘avviso ha rilevato che i codici QR dannosi possono:

  • Aggiungere contatti dannosi all’elenco dei contatti;
  • Connettere il ​​dispositivo a una rete dannosa;
  • Inviare messaggi di testo a uno o tutti i contatti nella rubrica di un utente;
  • Effettuare telefonate ad un numero telefonico premium che impone addebiti sull’account del telefono chiamante;
  • Inviare pagamenti.

I rischi sono aggravati dal fatto che il 49% degli intervistati nello studio di Ivanti non dispone di software di sicurezza mobile oltre che da una generale mancanza di consapevolezza.

Ad esempio, solo il 37% era consapevole del fatto che un codice QR può scaricare un’applicazione, mentre solo un quinto (22%) era consapevole che un codice QR può fornire la posizione fisica.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Marcello Filacchioni 300x300
ICT CISO e Cyber Security Manager con oltre vent’anni di esperienza tra settore pubblico e privato, ha guidato progetti di sicurezza informatica per realtà di primo piano. Specializzato in risk management, governance e trasformazione digitale, ha collaborato con vendor internazionali e startup innovative, contribuendo all’introduzione di soluzioni di cybersecurity avanzate. Possiede numerose certificazioni (CISM, CRISC, CISA, PMP, ITIL, CEH, Cisco, Microsoft, VMware) e svolge attività di docenza pro bono in ambito Cyber Security, unendo passione per l’innovazione tecnologica e impegno nella diffusione della cultura della sicurezza digitale.
Aree di competenza: Cyber Security Strategy & Governance, Vulnerability Management & Security Operations. 

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCybercrime
Colpo al cuore del cybercrime: RAMP messo offline. Il “tempio” del ransomware cade!
Bajram Zeqiri - 28/01/2026

Il forum RAMP (Russian Anonymous Marketplace), uno dei principali punti di riferimento del cybercrime underground internazionale, è stato ufficialmente chiuso e sequestrato dalle forze dell’ordine statunitensi. La notizia è emersa dopo che il dominio associato…

Immagine del sitoDiritti
La privacy è morta? No, ma è in coma! Cosa celebriamo davvero oggi 28 gennaio
Silvia Felici - 28/01/2026

Oggi è il 28 gennaio e, come ogni anno da un bel po’ di tempo a questa parte, ci ritroviamo a celebrare la Giornata europea della protezione dei dati. È una roba che nasce nel…

Immagine del sitoCyber News
OpenSSL: 12 bug di sicurezza rilevati tra i quali una vulnerabilità critica
Bajram Zeqiri - 28/01/2026

Un aggiornamento di sicurezza è stato rilasciato dai responsabili della manutenzione di OpenSSL, la libreria crittografica, al fine di risolvere circa una dozzina di vulnerabilità che includono, tra gli altri, errori logici e corruzioni di…

Immagine del sitoCyberpolitica
Autonomia Digitale: La Francia dice addio a Teams e Zoom dal 2027
Silvia Felici - 28/01/2026

Non è la prima iniziativa che spunta su questo fronte, ultimamente. Anzi, se ne sentono diverse, una dopo l’altra. Ed è quasi inevitabile: autonomia tecnologica e sicurezza nazionale stanno diventando un terreno sempre più battuto,…

Immagine del sitoCultura
Il ransomware non blocca i server, blocca il credito. Il lato finanziario della cybersecurity
Antonio Piovesan - 27/01/2026

C’è questa idea sbagliata, un po’ romantica volendo, per cui il ransomware è “roba da IT”: qualche server in crisi, due notti in bianco, poi si riparte e fine… La realtà, soprattutto per un’azienda quotata…