Oggigiorno il proliferare di dispositivi portatili, indossabili o comunque Smart hanno reso indispensabile lo scambio di dati, l’accesso alle risorse e la navigazione in rete.
Questo approfondimento della Rubrica sul Wi-Fi vuole porre l’accento su una categoria di reti ampiamente diffusa. Hotel, aeroporti, sale congressi, aziende pubbliche e private, ospedali etc. offrono la possibilità di rimanere connessi all’interno delle loro strutture attraverso le così dette reti aperte ( spesso definite Reti Guest)
Le reti WiFi aperte, pur essendo utili per la comodità e l’accessibilità che offrono, rappresentano una delle minacce più significative nel panorama della sicurezza informatica. La loro mancanza di protezione le rende terreno fertile per attività illecite e per i criminali informatici, che sfruttano queste reti per intercettare dati sensibili e orchestrare attacchi complessi. Questo articolo sarà suddiviso in diverse parti. Questo ci permetterà di esplorare in modo approfondito come le reti WiFi non protette facilitano il cybercrime. Analizzeremo alcune delle tecniche più comuni utilizzate dagli hacker e parleremo anche delle contromisure da usare per proteggersi.
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Partiamo con da alcune statistich e del perchè pensiamo che questo tema non debba essere sottovaltuato.
Nel mondo iperconnesso di oggi, il WiFi pubblico è emerso come qualcosa di più di una semplice comodità: è diventata una vera e propria necessità .
Nell’articolo viene riportato tra le altre cose il fatto che
l’Italia offre 72.680 hotspot WiFi gratuiti . Un numero significativo di questi è sponsorizzato da municipalità locali in varie città del paese. Inoltre, la maggior parte dei luoghi di svago e delle strutture ricettive offre accesso gratuito a Internet ai clienti. Le città leader nella connettività WiFi sono Roma con 4.842 hotspot, Milano con 4.626 e Napoli che segue da vicino con 4.475.
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Allo stesso tempo, Forbes riporta un sondaggio fatto su 2.000 americani
Il sondaggio dimostra come l’utilizzo del Wi-Fi pubblico rimane elevato. Il 56% degli intervistati si collega alle reti Wi-Fi pubbliche senza password, nonostante i rischi.
Anche se, la maggior parte degli intervistati (il 32%) dichiara di usarla:
Come ultima spiaggia quando non c’è connessione cellulare
Sempre nel sondaggio viene confermata l’alta pericolosità delle reti WiFI aperte. Il 43% degli intervistati conferma di avere subito una compromissione della propria sicurezza online mentre usava queste reti. In calce la la classifica dei luoghi più comuni in cui gli intervistati hanno rilevato tali compromissioni:
La sicurezza informatica continua a essere al primo posto, con l’83% dei CAE che la cita come uno dei rischi principali.
L’intelligenza artificiale e la rivoluzione digitale sono i rischi in più rapida crescita e si prevede che raggiungeranno il secondo posto entro il 2028.
Conclusione
La nostra sicurezza digitale è una priorità e richiede attenzione: dobbiamo assolutamente evitare l’uso delle reti WiFi aperte
Queste reti non richiedono autenticazione per connettersi, il che significa che chiunque nel raggio di copertura può accedere alla rete.Questa caratteristica, sebbene comoda a livello di esperienza utente, introduce diverse criticità:
Assenza di crittografia: I dati trasmessi viaggiano in chiaro su una rete aperta e possono essere facilmente intercettati da chiunque.
Accesso anonimo: Gli utenti connessi non sono autenticati, rendendo difficile identificare o bloccare eventuali malintenzionati.
Punti di accesso falsi: Gli attaccanti possono creare “cloni” delle reti WiFi aperte per ingannare gli utenti e intercettare il traffico. Diventando così un canale per la raccolta dei dati personali e non.
Evitare di utilizzare reti WiFi aperte è una misura fondamentale per proteggere la nostra sicurezza digitale e ridurre il rischio di esposizione a queste minacce.
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