Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità

ShadowSyndicate: l’infrastruttura MaaS dietro ai maggiori attacchi ransomware

6 Agosto 2025 07:14

L’infrastruttura ShadowSyndicate, nota anche come Infra Storm, è finita sotto i riflettori dei ricercatori di sicurezza dopo che questi ultimi hanno identificato significative sovrapposizioni con alcuni dei più grandi programmi ransomware. Attivo da metà 2022, il gruppo è associato a marchi come AlphaV/BlackCat, LockBit, Royal, Play, Cl0p, Cactus e RansomHub. A differenza dei tradizionali broker di primo accesso (IaB), opera più come partecipante ai RaaS di alto livello , fornendo servizi o infrastrutture a vari partner criminali.

Secondo Intrinsec, le connessioni di ShadowSyndicate vanno ben oltre il tipico panorama della criminalità informatica, con tattiche e strumenti presenti nel loro arsenale che riecheggiano gli approcci di gruppi come TrickBot, Ryuk/Conti, FIN7 e TrueBot, tutti noti per le loro sofisticate tecniche di infiltrazione, la capacità di eludere il rilevamento e l’uso di una varietà di exploit.

Il punto di partenza dell’indagine è stato costituito da due indirizzi IP che utilizzavano la stessa impronta digitale SSH. Utilizzando Shodan e Fofa, lo studio è stato esteso a 138 server accomunati da caratteristiche simili. Le intersezioni identificate includono la partecipazione a un attacco che sfruttava la vulnerabilità Citrix Bleed (CVE-2023-4966), in cui sono stati sfruttati i server da LockBit e ThreeAM.

Sono state trovate corrispondenze anche con l’infrastruttura utilizzata negli attacchi MOVEit e ScreenConnect, con quest’ultimo exploit che prende di mira due vulnerabilità contemporaneamente: CVE-2024-1708 e CVE-2024-1709. I singoli server di ShadowSyndicate corrispondono a host precedentemente associati a UAC-0056 (noto anche come Cadet Blizzard) e Cl0p.

Il quadro tecnico complessivo ha inoltre rivelato collegamenti con altri gruppi che collaborano con i programmi Black Basta e Bl00dy, nonché attività sospette legate a Cicada3301, un possibile rebranding di BlackCat. Anche gli infostealer AMOS e Poseidon, distribuiti tramite falsi annunci Google e esche di phishing LLM, dimostrano un collegamento con questa infrastruttura.

Anche la configurazione tecnica della rete è di interesse. Lo studio evidenzia la presenza di un hosting a prova di bomba ( BPH ), camuffato da servizi VPN, VPS e proxy legittimi, ma che in realtà fornisce una piattaforma solida per operazioni informatiche criminali. Vengono menzionati i sistemi autonomi AS209588 (Flyservers), AS209132 (Alviva Holding) e l’ampia struttura AS-Tamatiya, che unisce 22 ASN. L’hosting opera sotto la copertura di giurisdizioni offshore, tra cui Panama, Seychelles e Isole Vergini.

Mentre il rapporto Intrinsec valuta i collegamenti confermati con attori statali con un livello di sicurezza moderato, i riferimenti a figure di alto livello e alle operazioni ibride di manipolazione delle informazioni indicano un ruolo molto più ampio per questa infrastruttura.

Lo studio menziona quindi intersezioni con DecoyDog (una variante di PupyRAT tramite tunneling DNS), nonché l’uso dei downloader dannosi Amadey e Nitol. A maggio 2025, la rete è rimasta attiva, continuando a scansionare le vulnerabilità e a distribuire componenti dannosi.

Nel complesso, questi risultati delineano il quadro di un ecosistema altamente tecnologico, resiliente e multistrato che supporta non solo i tradizionali schemi di estorsione, ma è anche strettamente legato ad attori che operano a livello di interessi nazionali.

ShadowSyndicate dimostra non solo un approccio commerciale, ma una struttura in grado di coordinare le azioni con diversi segmenti di minacce informatiche, dagli infostealer e botnet alle complesse catene di attacco che utilizzano vulnerabilità zero e loader speciali.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Pietro Melillo 300x300
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…

Immagine del sitoCyber Italia
Truffe WhatsApp: “Prestami dei soldi”. Il messaggio che può svuotarti il conto
Silvia Felici - 06/02/2026

Negli ultimi giorni è stato segnalato un preoccupante aumento di truffe diffuse tramite WhatsApp dal CERT-AGID. I messaggi arrivano apparentemente da contatti conosciuti e richiedono urgentemente denaro, spesso per emergenze come spese mediche improvvise. La…