
Le vittime del ransomware Royal e Akira sono state contattate da un truffatore che si spacciava per un ricercatore di sicurezza informatica. L’aggressore ha promesso di hackerare i server degli aggressori originali e di cancellare i dati rubati.
È noto che Royal e Akira utilizzano tattiche di doppia estorsione: effettuano la crittografia dei sistemi delle vittime dopo aver rubato informazioni riservate. Successivamente le minacciano di pubblicare informazioni sensibili a meno che non venga pagato un riscatto.
Arctic Wolf ha indagato su due incidenti in cui le organizzazioni colpite dai ransomware Royal e Akira, che avevano già pagato il riscatto, hanno ricevuto un’offerta da un individuo che si spacciava per un hacker etico. Per i suoi servizi, il criminale ha chiesto un pagamento fino a 5 bitcoin (all’epoca circa 190.000 dollari).
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Gli incidenti si sono verificati nell’ottobre e nel novembre 2023. Nel primo caso l’autore del reato ha agito per conto della società fittizia Ethical Side Group (ESG), attribuendo erroneamente l’attacco alla banda di hacker TommyLeaks. Poi ha cambiato la legenda e ha dichiarato che effettivamente aveva accesso ai server del gruppo Royal. Vale la pena notare che la vittima stava già negoziando con gli estorsori nel 2022.
Nella seconda operazione, il criminale ha utilizzato lo pseudonimo xanonymoux e si è offerto di eliminare file dai server Akira o di fornire l’accesso ai suoi archivi. Alcune settimane prima, però, gli hacker avevano riferito di non aver rubato alcun dato, ma di aver soltanto crittografato i sistemi della vittima.
L’analisi dei messaggi di messaggistica istantanea hanno mostrato l’uso di 10 frasi ricorrenti, nonché le stesse manipolazioni e “prove” di accesso ai dati. Ciò è servito come prova per comprendere che dietro entrambi i tentativi di frode c’era la stessa persona.
Casi come questi dimostrano i rischi aggiuntivi che devono affrontare le vittime del ransomware. Ciò può aggravare ulteriormente il loro onere finanziario e prolungare il periodo di recupero.
I criminali informatici si stanno adattando ai contesti evoluti del cybercrime e cercano nuovi modi per trarre profitto dalle loro attività illegali. Le organizzazioni devono quindi prestare attenzione e valutare attentamente eventuali offerte inaspettate di assistenza a seguito di incidenti di sicurezza. Altrimenti rischiano di cadere nei trucchi dei truffatori e di perdere ancora più soldi.
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