Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità
Un nuovo Exploit Poc consente Privilege Excalation su Linux utilizzando il demone udisksd

Un nuovo Exploit Poc consente Privilege Excalation su Linux utilizzando il demone udisksd

7 Luglio 2025 11:40

E’ stato sviluppato un proof-of-concept (PoC) di un exploit per una falla critica che consente l’escalation dei privilegi locali, interessando varie distribuzioni Linux principali, come Fedora e SUSE. La vulnerabilità, monitorata con il codice CVE-2025-6019, consente agli utenti non privilegiati di ottenere l’accesso root sfruttando il demone udisksd e la sua libreria backend libblockdev, creando significativi rischi per la sicurezza dei sistemi multiutente e degli ambienti condivisi.

La vulnerabilità sfrutta una vulnerabilità fondamentale nel modo in cui il demone udisksd elabora le richieste di comunicazione D-Bus dagli utenti del gruppo allow_active. Quando i sistemi correttamente configurati ricevono operazioni relative al disco tramite chiamate D-Bus, il demone presuppone erroneamente che la sola appartenenza al gruppo fornisca un’autorizzazione sufficiente per operazioni sensibili.

Ricordiamo che il demone udisksd è un componente di sistema su Linux responsabile della gestione dei dispositivi di archiviazione (dischi rigidi, SSD, chiavette USB, CD/DVD, ecc.). Questo PoC consente agli aggressori di aggirare i controlli di sicurezza previsti ed eseguire operazioni privilegiate con permessi di root.

Il vettore di attacco si concentra sulla gestione impropria dell’autorità dell’utente durante le comunicazioni interprocesso tramite D-Bus. I ricercatori di sicurezza hanno scoperto che il demone udisksd non riesce a convalidare adeguatamente il contesto dell’utente che effettua l’invocazione, affidandosi invece esclusivamente a controlli dei privilegi basati sul gruppo.

Secondo l’analisi di SecureLayer7, questo difetto di progettazione crea un percorso sfruttabile in cui le chiamate D-Bus possono essere manipolate per innescare operazioni privilegiate non autorizzate. L’analisi statica del codice sorgente di udisks2 e libblockdev ha rivelato diversi pattern preoccupanti nel percorso di escalation dei privilegi. Il flusso di esecuzione vulnerabile segue il seguente schema: udisks_daemon_handle_mount → polkit_check → blkdev_mount.

Immagine dell’esecuzione dell’exploit dal blog di securelayer7.net

Questa sequenza consente agli utenti non privilegiati di far sì che udisksd esegua operazioni di montaggio con permessi di root, aggirando di fatto il modello di sicurezza previsto. Il processo di exploit richiede una sofisticazione tecnica minima, il che lo rende particolarmente pericoloso. Gli aggressori necessitano solo dell’appartenenza al gruppo allow_active e della capacità di eseguire comandi udisksctl.

La prova di concetto dimostra che un semplice comando come udisksctl mount -b /dev/loop0 può causare operazioni di montaggio controllate da root da parte di utenti non root, portando potenzialmente alla compromissione dell’intero sistema. La vulnerabilità interessa un’ampia gamma di distribuzioni Linux che implementano udisks2 e libblockdev nei loro ambienti desktop. I sistemi Fedora e SUSE sono particolarmente vulnerabili a causa delle loro configurazioni predefinite, che spesso includono utenti nel gruppo allow_active per le funzionalità desktop.

Il problema della sicurezza è particolarmente preoccupante per gli ambienti di elaborazione condivisi, i sistemi multiutente e qualsiasi distribuzione in cui la separazione dei privilegi è fondamentale. I responsabili della distribuzione hanno risposto con aggiornamenti di sicurezza che risolvono la vulnerabilità principale attraverso diversi meccanismi. La correzione principale prevede una verifica basata sull’UID più rigorosa, anziché basarsi esclusivamente sull’appartenenza al gruppo. Il codice aggiornato ora richiede sia l’appartenenza al gruppo che un contesto UID appropriato prima di consentire operazioni privilegiate.

Gli amministratori di sistema dovrebbero aggiornare immediatamente i pacchetti udisks2 e libblockdev alle versioni corrette. Le organizzazioni dovrebbero inoltre verificare le autorizzazioni basate sui gruppi e implementare regole polkit più rigorose per prevenire vulnerabilità simili.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Manuel Roccon 300x300
Ho iniziato la mia carriera occuparmi nella ricerca e nell’implementazioni di soluzioni in campo ICT e nello sviluppo di applicazioni. Al fine di aggiungere aspetti di sicurezza in questi campi, da alcuni anni ho aggiunto competenze inerenti al ramo offensive security (OSCP), occupandomi anche di analisi di sicurezza e pentest in molte organizzazioni.
Aree di competenza: Ethical Hacking, Bug Hunting, Penetration Testing, Red Teaming, Security Research, Cybersecurity Communication

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…

Immagine del sitoCyber Italia
Truffe WhatsApp: “Prestami dei soldi”. Il messaggio che può svuotarti il conto
Silvia Felici - 06/02/2026

Negli ultimi giorni è stato segnalato un preoccupante aumento di truffe diffuse tramite WhatsApp dal CERT-AGID. I messaggi arrivano apparentemente da contatti conosciuti e richiedono urgentemente denaro, spesso per emergenze come spese mediche improvvise. La…