
L’utilizzo di Linux su desktop e laptop aziendali continua a crescere. Un’analisi di quasi 18,5 milioni di dispositivi ha rilevato che la quota di Linux sui dispositivi aziendali è aumentata dall’1,6% di gennaio all’1,9% di giugno 2025. E tra i nuovi asset introdotti dopo il 1° marzo, la percentuale ha raggiunto il 2,5%.
Sebbene i numeri possano sembrare esigui, nell’ordine di un milione di dispositivi, non si tratta più di un fenomeno casuale, afferma Guido Patanella, CTO di Lansweeper. Piuttosto che un’anomalia isolata, afferma, si tratta di una “costante accelerazione” della crescita. Il fattore principale non è tanto la fine del supporto a Windows 10, quanto piuttosto l’aumento dei requisiti di sicurezza.
Patanella sottolinea che “la crescita esponenziale di minacce e attacchi sta destando preoccupazione tra i team IT”. Sebbene Linux non sia immune da vulnerabilità, è spesso percepito come più gestibile in ambienti aziendali dal punto di vista della sicurezza. Questo è particolarmente importante nel contesto dei continui attacchi informatici e dell’aumento dei costi di protezione delle infrastrutture.
Un altro fattore di crescita è stata l’attività dei team di ingegneria e degli specialisti DevOps, che di default preferiscono Linux. La sua popolarità tra gli sviluppatori, la facilità di automazione e la flessibilità sono diventati argomenti chiave a favore della migrazione.
Le aziende europee sono leggermente più avanti rispetto alle aziende nordamericane nell’adozione di Linux, soprattutto nei settori dei servizi pubblici e B2B. In Nord America, Linux è maggiormente utilizzato nel settore tecnologico e delle telecomunicazioni, con una percentuale di quasi il 7%.
Tuttavia, Linux incontra ancora delle barriere sul desktop: la compatibilità software, la formazione dei dipendenti e le abitudini consolidate degli utenti rimangono ostacoli. Nonostante i significativi progressi in termini di usabilità e supporto software, Windows e macOS continuano a dominare.
Secondo Lansweeper, Linux potrebbe presto affermarsi in modo significativo nei settori pubblico e privato. Tuttavia, la motivazione principale non è l’ideologia, bensì la necessità di migliorare la sicurezza.
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