Un nuovo allarme sulla sicurezza informatica arriva da un enorme dataset contenente informazioni personali di utenti italiani di Facebook.
Secondo quanto riportato, un threat actor conosciuto con l’alias Chucky_BF su un noto forum underground avrebbe messo in vendita un archivio da 35 milioni di record, con dati sensibili quali nomi completi e numeri di telefono.

L’annuncio, comparso su un forum del dark web, indica che le informazioni sono disponibili in formato CSV e riguardano esclusivamente profili italiani, riconoscibili anche dal prefisso telefonico +39.
Non è chiaro se questi dati siano già stati divulgati in precedenza o facenti già parte della famosa raccolta di dati Fuck Faceboock in circolazione da diversi anni a anche con specifici motoria di ricerca gratuiti disponibili nel dark web.
Siamo andati a verificare il post, ma tale post era stato eliminato oppure l’utente bannato dalla piattaforma su ito dopo la pubblicazione. Di seguito quanto riporta DarkWeb Informer con le evidenze del post pubblicato

Il dataset infatti sembra provenire da una raccolta precedente di informazioni trafugate e successivamente riorganizzate per il mercato illecito. Ovviamente la disponibilità di numeri di telefono associati a nominativi reali apre scenari rischiosi in termini di phishing, smishing e frodi online.
Il threat actor avrebbe pubblicato alcuni screenshot di anteprima per dimostrare l’autenticità del materiale in vendita, corredando il post con riferimenti a canali di contatto su Telegram. Questi elementi, seppur tipici nelle dinamiche del cybercrime, non consentono di verificare con certezza la reale provenienza e l’affidabilità del dataset, che potrebbe anche essere una truffa all’interno dello stesso ecosistema criminale.
La vicenda riaccende il dibattito sull’efficacia delle misure di sicurezza adottate dalle grandi piattaforme social e sulla tutela dei dati personali. In Italia, un database di queste dimensioni rappresenterebbe un rischio non solo per i singoli utenti, ma anche per le aziende e le istituzioni che potrebbero diventare bersaglio di campagne mirate di social engineering. Autorità e specialisti di cybersecurity raccomandano agli utenti di prestare particolare attenzione a messaggi sospetti e di rafforzare le misure di protezione dei propri account.
In attesa di conferme ufficiali e di eventuali comunicazioni da parte di Meta, il caso mette nuovamente in evidenza la vulnerabilità del patrimonio informativo digitale.
La vendita di dati personali, anche se non sempre confermata nei dettagli, continua a rappresentare uno dei mercati più fiorenti del dark web, a dimostrazione di quanto le informazioni private siano oggi una merce preziosa e costantemente esposta a rischi.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

InnovazioneL’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…
CybercrimeNegli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…
VulnerabilitàNegli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…
InnovazioneArticolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…
Cyber ItaliaNegli ultimi giorni è stato segnalato un preoccupante aumento di truffe diffuse tramite WhatsApp dal CERT-AGID. I messaggi arrivano apparentemente da contatti conosciuti e richiedono urgentemente denaro, spesso per emergenze come spese mediche improvvise. La…