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Anonymous: tra eroi digitali e manipolazione – La doppia faccia dell’hacktivismo

Anonymous: tra eroi digitali e manipolazione – La doppia faccia dell’hacktivismo

6 Febbraio 2024 08:05

Nel mondo della sicurezza informatica e dell’hacktivismo, Anonymous occupa un posto speciale, attirando l’attenzione con la sua struttura e metodi di azione unici. Questo gruppo idealizza l’immagine di Guy Fawkes, il rivoluzionario britannico del XVII secolo, e condivide credenze politiche, sociali, religiose o addirittura filosofiche comuni.

Nonostante Anonymous affermi che la governance del gruppo è decentralizzata come una “mente alveare”, il gruppo non è una singola entità, ma piuttosto una rete di sottogruppi, ciascuno guidato dal proprio leader e che stabilisce i propri obiettivi, spesso in conflitto con quelli degli altri. gruppi.

Anonymous, tra hacktivism e culto della personalità

L’ascesa del culto della personalità nel collettivo avviene attraverso l’uso dei media per diffondere la loro propaganda e la creazione di un’immagine idealizzata ed eroica, simboleggiata dalla maschera di Guy Fawkes della graphic novel “V per Vendetta”.


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Sin dalla loro nascita nel 2003, Anonymous ha lasciato un segno indelebile nella storia, dalla campagna di protesta contro la Chiesa di Scientology alla fuga di informazioni riservate a WikiLeaks nel 2010.

L’efficacia del culto della personalità nella costruzione di un movimento di successo risiede nella sua capacità di influenzare l’opinione pubblica attraverso un’immagine e un messaggio strategicamente progettati.

Anonymous utilizza attivamente i media e i social network per diffondere il suo messaggio contro aziende, governi e gruppi criminali. L’obiettivo è attirare sostenitori da tutto il mondo che partecipino al movimento attraverso la condivisione di contenuti o l’azione diretta.

Tuttavia, nonostante la nobiltà delle idee, i metodi di Anonymous non sempre corrispondono ai principi dichiarati. Il culto della personalità all’interno di un gruppo è guidato da una mentalità di massa, che rende i membri suscettibili all’indottrinamento e alla manipolazione.

Agenti provocatori appositamente inviati possono facilmente influenzare le azioni del collettivo. Di conseguenza, il gruppo può attaccare persone innocenti, aziende e istituzioni educative senza entrare nei dettagli della selezione degli obiettivi.

L’esperimento di CyberNews

Nell’articolo di CyberNews, L’autore racconta di essere stato coinvolto in diverse chat di gruppo dove si discutevano operazioni tattiche legate a OpRussia. Tuttavia, ha notato un cambiamento: alcuni gruppi sembravano essere guidati da individui che si fingevano diplomatici o soldati ucraini, rivelando informazioni sensibili su movimenti militari e strategie.

Intrigato, l’autore ha deciso di condurre un esperimento sociale fingendosi un agente dell’intelligence ucraina per vedere se avrebbe potuto influenzare gli hacktivisti. In breve tempo, è riuscito a reclutare tre persone, confermando la sua ipotesi che gli hacktivisti, reagendo emotivamente, potrebbero essere facilmente manipolati da estranei. Questo fenomeno, spiega l’autore, è comune nell’hacktivismo, dove individui con buone intenzioni possono essere trasformati in strumenti inconsapevoli da altri con obiettivi diversi.

L’esistenza di questo gruppo dipende in gran parte dall’uso del culto della personalità nella sua propaganda, che è fondamentale per attrarre nuovi membri. Tuttavia, la costante lotta per mantenere l’immagine e i conflitti interni tra i sottogruppi e le manipolazioni, potrebbero mettere in discussione il futuro della squadra.

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