Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Fortinet 970x120px
Crowdstrike 320×100
Artificial Intelligence: attenzione ai data-set di apprendimento.

Artificial Intelligence: attenzione ai data-set di apprendimento.

15 Maggio 2021 07:00

Gli algoritmi di intelligenza artificiale / apprendimento automatico odierni vengono creati utilizzando centinaia di migliaia, se non milioni, di dati. L’elevata richiesta di dati ha generato servizi che li raccolgono, li preparano e li vendono.

Ma l’ascesa dei dati come valuta preziosa, anche per questo specifico ambito, li sottopone ad un esame più approfondito. Nella fretta di mettere le mani sui dati, molte aziende potrebbero non sempre o avere la dovuta diligenza nel processo di raccolta.

Questo le può portare a ripercussioni spiacevoli nelle fasi successive di addestramento delle AI. Inoltre, le ramificazioni etiche e legali dovute alla raccolta e all’uso improprio dei dati, si sta rivelando impegnativo, soprattutto di fronte alle normative in continua evoluzione e alla crescente consapevolezza dei consumatori sulla privacy e sul suo consenso.

L’apprendimento automatico supervisionato, un sottoinsieme dell’intelligenza artificiale, si nutre di vaste banche di data-set per svolgere bene quello che appunto si chiama “addestramento”, attraverso l’utilizzo di immagini o file audio o altri tipi di dati.

Ad esempio, un algoritmo di apprendimento automatico utilizzato nello screening dei bagagli in aeroporto, apprende l’aspetto di un’arma da fuoco vedendo milioni di immagini di armi all’interno dei bagagli e milioni che non contengono armi. Questo significa che le aziende devono preparare dei data-set per poter addestrare i loro algoritmi a riconoscere le armi da fuoco all’interno dei bagagli aeroportuali.

Situazioni simili si verificano con i dati audio, afferma il Dr. Chris Mitchell, CEO della società di tecnologia di riconoscimento del suono Audio Analytic.

Se un sistema di sicurezza si appoggia all’intelligenza artificiale, deve riconoscere tutta una serie di suoni tra cui la rottura dei vetri delle finestre e gli allarmi antifumo, secondo Mitchell.

Altrettanto importante, è necessario individuare correttamente queste informazioni nonostante il potenziale rumore di fondo. Ecco che questi dati sono di fondamentale importanza in quanto dovrebbero essere lo specchio delle informazioni che poi quella IA troverà in campo, anche se i dati di addestramento saranno suoni simili, ma diversi tra loro.

Man mano che gli algoritmi di Machine Learning assumono testo, immagini, audio e altri vari tipi di dati, la necessità di sicurezza e di “igene” nella loro provenienza, diventa sempre più imprescindibile.

Mentre le AI si specializzano e guadagnano terreno creando nuovi casi d’uso nel mondo reale, ci sarà bisogno di dati, dati differenti dai precedenti, dove la provenienza dei set di dati correlati sarà sempre più sotto il microscopio.

Le domande a cui le aziende devono essere sempre più preparate a rispondere sono:

  • Da dove vengono i dati?
  • Chi li possiede?
  • Il suo produttore ha concesso il consenso per l’uso?

Queste domande collocano le esigenze di governance dei dati di IA alla radice delle preoccupazioni etiche e delle leggi relative alla privacy e al consenso.

Se un sistema di riconoscimento facciale scansiona i volti delle persone, dopotutto, non dovrebbe ogni persona il cui volto viene utilizzato nell’algoritmo aver bisogno di acconsentire a tale uso?

DI fatto è quanto abbiamo riportato su Red Hot Cyber, relativamente a “Il Garante Privacy indaga su Clearview per l’uso dei volti social per addestrare le AI”.

Infatti le leggi relative alla privacy e alle preoccupazioni relative al consenso all’utilizzo dei data-set per l’addestramento delle AI, stanno guadagnando terreno.

Il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) dell’Unione europea conferisce alle persone il diritto di concedere e revocare il consenso all’uso dei propri dati personali, in qualsiasi momento.

Nel frattempo, una proposta per il 2021 dell’Unione Europea istituirebbe un quadro giuridico per la governance dell’IA che non consentirebbe l’uso di alcuni tipi di dati e richiederebbe l’autorizzazione prima di raccoglierli.

Anche l’acquisto di data-set potrebbe non garantire all’azienda l’immunità dalla responsabilità per il loro utilizzo. Ciò è stato visto quando la Federal Trade Commission ha multato Facebook con 5 miliardi di dollari.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La redazione di Red Hot Cyber è composta da professionisti del settore IT e della sicurezza informatica, affiancati da una rete di fonti qualificate che operano anche in forma riservata. Il team lavora quotidianamente nell’analisi, verifica e pubblicazione di notizie, approfondimenti e segnalazioni su cybersecurity, tecnologia e minacce digitali, con particolare attenzione all’accuratezza delle informazioni e alla tutela delle fonti. Le informazioni pubblicate derivano da attività di ricerca diretta, esperienza sul campo e contributi provenienti da contesti operativi nazionali e internazionali.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCybercrime
Colloqui di lavoro letali: l’arte di infettare i computer mentre si finge di fare un colloquio
Redazione RHC - 22/01/2026

Da oltre un anno, il gruppo nordcoreano PurpleBravo conduce una campagna malware mirata denominata “Contagious Interview “, utilizzando falsi colloqui di lavoro per attaccare aziende in Europa, Asia, Medio Oriente e America Centrale. I ricercatori…

Immagine del sitoCybercrime
Il ritorno di LockBit! 500 euro per l’ingresso nel cartello cyber più famoso di sempre
Redazione RHC - 22/01/2026

Il gruppo LockBit, che molti avevano rapidamente liquidato dopo fallimenti e fughe di notizie di alto profilo, è tornato inaspettatamente sulla scena. Nell’autunno del 2025, ha presentato una nuova versione del suo ransomware, LockBit 5.0,…

Immagine del sitoVulnerabilità
Nuovo zero-day Cisco permette l’accesso root senza autenticazione
Redazione RHC - 22/01/2026

Una vulnerabilità critica di esecuzione di codice remoto (RCE) zero-day, identificata come CVE-2026-20045, è stata scoperta da Cisco e risulta attivamente sfruttata in attacchi attivi. Cisco ha sollecitato l’applicazione immediata delle patch e il suo…

Immagine del sitoCyber Italia
Cybersicurezza nella PA locale: il problema non è la norma, è il presidio
Roberto Villani - 22/01/2026

C’è un equivoco comodo, in Italia: pensare che la cybersicurezza sia materia “da ministeri” o da grandi operatori strategici. È rassicurante. Ed è sbagliato. Nel disegno reale della connettività pubblica, gli enti locali non sono…

Immagine del sitoVulnerabilità
Vulnerabilità critica in Zoom: falla CVE-2026-22844 con CVSS 9.9
Redazione RHC - 21/01/2026

Zoom Video Communications ha pubblicato un avviso di sicurezza urgente per una vulnerabilità critica (identificata come CVE-2026-22844) che interessa le sue infrastrutture enterprise. Il problema riguarda un difetto di iniezione di comandi nei dispositivi Zoom…