Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
HackTheBox 970x120 1
LECS 320x100 1
Criminalità informatica: in bilico tra il bene e il male.

Criminalità informatica: in bilico tra il bene e il male.

11 Giugno 2020 08:00

Autore: Massimiliano Brolli
Data pubblicazione: 10/11/2019

Ne abbiamo parlato, la parola hacker è stata abusata da tempo, per descrivere persone specializzate in sicurezza informatica, ma che svolgono attività differenti dal punto di vista etico.

La storia e le differenze

Richard Stallman, attivista statunitense e “guru” del software libero (criticato da molti e osannato da altri), cercò di distinguere il termine “hacker da “cracker”.


Cyber Offensive Fundamentale Ethical Hacking 02

Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals
Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica?
La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

I primi, gli hacker (oggi chiamati white hat hacker) contribuivano a rendere i sistemi più sicuri senza trarne un reale profitto con lo scopo di – vedere oltre -, dove le altre persone non erano riuscite a farlo con l’obiettivo di migliorarne la sicurezza dei sistemi. I secondi invece, i cracker (chiamati oggi black hat hacker), violavano i sistemi in maniera illegale, per trarne un diretto vantaggio.

Purtroppo, questa differenza non è stata accolta dal pubblico e oggi si parla di “hacker” senza fare una corretta distinzione tra hacker etici e criminali informatici, in quanto tutto è male, anche se ci sono differenze sostanziali, non è vero?

Tra white hacker e Criminalità informatica

Tra white e black esistono innumerevoli sotto-dimensioni come i gray, i red, i blue, gli script-kiddie, oltre ad altre varianti con sottili sfumature da comprendere, ma diciamo che oggi distinguiamo i cattivi (i black) dai buoni (i white) e i gray… pensiamo al “datagate” e al rapporto Snowden... ma lasciamo per ora perdere.

Sia i white che i black generalmente non lavorano da soli, sia gli etici che i criminali, si radunano in gruppi, utilizzano community sia nel clear-web che nell’underground.

I black si distinguono principalmente in Attivisti (Anonymous, DCLeaks, LulzSec, ecc…), Cyber Criminali da profitto (violano e abusano le piattaforme informatiche per un “mero” guadagno economico) e i Gruppi di Minacce Persistenti Avanzate (APT41, APT40, APT18, Turla, Lazarus, Silence APT… solo per citarne alcuni) che sono spesso a stretto contatto con gli stati (National-State Actors) dai quali vengono coordinati e finanziati.

I gruppi di minacce avanzate

I gruppi APT lavorano a stretto contatto con le intelligence dei loro paesi, che li finanziano per rubare proprietà intellettuale, condurre spionaggio industriale, interrompere i servizi, distruggere le infrastrutture di altri paesi (ricordiamoci Stuxnet e Flame... ma lasciamo per ora perdere).

Inoltre creano Malware e li utilizzano per variopinti fini, dalla sorveglianza-distribuita alla cyber-war oltre a ricercare day (non come fanno i ricercatori e il responsible disclosure) per costruire cyber-weapons e renderli disponibili ai loro governi oltre ad opporsi ad altri gruppi APT concorrenti.

Lavorano anche nelle undergroud rivendendo i loro sforzi “pubblici” attraverso piattaforme MaaS (Malware As a Service). Insomma, in tutto quello che produce un vantaggio o un profitto in modo illegale su internet, ci sono loro.

I black (ma soprattutto i National-State Actors) lavorano per molto tempo e si parla di mesi o addirittura anni per preparare “il colpo”, oltre ad avere accesso ad ingenti finanziamenti per la ricerca aumentando esponenzialmente l’asimmetria in termini di skill tra buoni e cattivi.

Questi gruppi infatti sono i più pericolosi, alcuni molto attivi (cito APT40, APT41, Lazarus, Platinum APT), mentre altri hanno deposto le armi da tempo, ma come si dice

… se ne senti l’odore da lontano, stanne alla larga… subito!

Come proteggerci

Ed ecco che entra in azione il Blue Team, la Threat Intelligence, il Threat Hunting, la Malware Analysis oltre alle infrastrutture di sicurezza come gli endpoint-protection, gli antivirus, i threat data-feed, la priorità di gestione delle minacce e gli indicatori di compromessone, ad esempio interconnessi ai gruppi APT.

Come al solito, oltre a buoni strumenti e una perfetta integrazione nell’organizzazione aziendale, occorre che questi strumenti vengano gestiti da “mani esperte”. 

Infatti, non è detto che avere varianti di malware collegate ad un gruppo APT* voglia dire che si è sotto attacco, ma il team deve conoscerne le fonti e i gruppi più attivi e prevedere ulteriori precauzioni quando vengono rilevati malware collegati a precedenti attacchi, in particolare interconnessi a gruppi molto attivi.

Insomma, come spesso dico ogni sistema e ogni organizzazione è violabile, tutto dipende dall’interesse nel farlo e dal tempo a disposizione, e su questo il NIST lo spiega bene nella “Special Pubblication” 800-115 oltre ad insegnarcelo gli incidenti in natura.

Concludo dicendo che oggi:

saper trovare il giusto compromesso tra rumore generato dai falsi positivi e le reali minacce, sarà lo spartiacque tra aziende che “subiranno” o “reagiranno” al cybercrime, nel prossimo e difficile futuro

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Massimiliano Brolli 300x300
Responsabile del RED Team e della Cyber Threat Intelligence di una grande azienda di Telecomunicazioni e dei laboratori di sicurezza informatica in ambito 4G/5G. Ha rivestito incarichi manageriali che vanno dal ICT Risk Management all’ingegneria del software alla docenza in master universitari.
Aree di competenza: Bug Hunting, Red Team, Cyber Threat Intelligence, Cyber Warfare e Geopolitica, Divulgazione

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCultura
Burnout: un allarme di sistema nell’IT e nella Cyber Security aziendale
Paloma Donadi - 13/01/2026

Nel mondo della cybersecurity si parla spesso di attacchi, vulnerabilità, incidenti. Si parla meno di una variabile silenziosa che attraversa tutto il settore: la fatica. Non la stanchezza di fine giornata, ma una fatica più…

Immagine del sitoCyberpolitica
Quando il segnale muore, il potere vince: il blackout digitale dell’Iran
Roberto Villani - 13/01/2026

A volte le cose importanti non arrivano in conferenza stampa. Arrivano come un grafico che smette di respirare: la linea della connettività che crolla, l’OSINT che si inaridisce, il rumore che cresce perché il segnale…

Immagine del sitoVulnerabilità
Vulnerabilità critica in ServiceNow: i rischi sono lo spoofing dell’identità
Redazione RHC - 13/01/2026

Una falla critica è stata individuata nella piattaforma di intelligenza artificiale di ServiceNow, con un punteggio di gravità pari a 9,3 su 10. Questa vulnerabilità, catalogata come CVE-2025-12420, potrebbe permettere a malintenzionati di impersonare utenti…

Immagine del sitoCyber Italia
Al via CyberAngels: il volto umano e tutto al femminile di Red Hot Cyber
Redazione RHC - 12/01/2026

Per troppo tempo abbiamo interpretato la sicurezza informatica esclusivamente come una fredda barriera di firewall e algoritmi. Abbiamo dimenticato che dietro ogni schermo, ogni attacco e ogni innovazione, batte un cuore umano. In un panorama…

Immagine del sitoCyber Italia
Domini italiani esposti su forum underground. C’è anche un ospedale
Luca Stivali - 12/01/2026

Nel monitoraggio quotidiano dei forum underground capita spesso di imbattersi in leak che, almeno a una prima lettura, sembrano “ordinari”: liste di credenziali, accessi a servizi legacy, dump poco strutturati. Il thread “NEW LEAK FTP LOGIN” comparso…