
Gli hacker hanno trovato un nuovo metodo ingegnoso per bypassare le difese di sicurezza: l’uso della concatenazione dei file ZIP. Questo trucco avanzato consente di mascherare i payload malevoli all’interno di archivi compressi, rendendoli invisibili ai software di sicurezza.
La tecnica sfrutta il modo in cui diversi software di estrazione gestiscono i file ZIP concatenati. Un team di ricerca di Perception Point ha scoperto questo stratagemma analizzando un attacco di phishing che sfruttava una falsa notifica di spedizione per trarre in inganno le vittime. Nel caso analizzato, l’archivio ZIP celava un trojan, utilizzando il linguaggio di scripting AutoIt per eseguire azioni malevole in automatico.
Ma come si articola l’attacco? Per prima cosa, i cybercriminali creano due o più file ZIP separati: uno contiene il payload malevolo, mentre gli altri sono innocui. Successivamente, questi file vengono concatenati, cioè uniti in un unico archivio con una semplice aggiunta di dati binari. Così facendo, il file finale appare come un singolo ZIP, ma in realtà è una combinazione di strutture ZIP multiple.
Il successo di questo attacco dipende da come i software di estrazione gestiscono i file ZIP concatenati:
Gli hacker modulano l’attacco proprio in base al comportamento delle diverse app, scegliendo se nascondere il malware nel primo o nel secondo file ZIP concatenato per passare inosservati.
Gli esperti di sicurezza consigliano alcune misure per contrastare questi attacchi:
Questo attacco dimostra ancora una volta la creatività e la perseveranza dei cybercriminali, pronti a sfruttare ogni vulnerabilità o comportamento ambiguo dei sistemi di gestione file. La concatenazione dei file ZIP è solo l’ultima trovata per sfuggire ai controlli di sicurezza, rendendo più evidente l’importanza di adottare misure difensive robuste, aggiornate e capaci di andare oltre le apparenze.
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