
A metà gennaio, i ricercatori di sicurezza di TrendMicro hanno notato una nuova campagna su larga scala per distribuire il malware DarkGate. Tale malware sfruttando una vulnerabilità di sicurezza recentemente corretta in Microsoft Windows, ancor prima che fosse patchata.
Secondo Trend Micro, gli attacchi sono iniziati con file PDF i quali contenevano dei reindirizzamenti aperti di Google DoubleClick. Attraverso tali PDF indirizzavano le vittime verso siti compromessi. Questi siti utilizzavano la vulnerabilità CVE-2024-21412, che consentiva di aggirare la protezione Windows SmartScreen. In questo modo installavano del malware che imitava le applicazioni popolari come iTunes, Notion e NVIDIA, distribuite nel formato “.msi”.
Il CVE-2024-21412, ha un punteggio CVSSv3 pari a 8,1. Il bug consente agli aggressori non autenticati di aggirare la protezione SmartScreen utilizzando un file dannoso appositamente predisposto.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
Microsoft ha risolto questa vulnerabilità nell’ambito del pacchetto di aggiornamento Patch Tuesday di febbraio. Ma fino a quel momento veniva utilizzato non solo per distribuire DarkGate, ma anche per fornire il malware DarkMe utilizzato dal gruppo Water Hydra. Gli obiettivi di questi attacchi erano principalmente degli istituti finanziari.
Per quanto riguarda DarkGate, in questa operazione gli hacker hanno utilizzato il CVE-2024-21412 in combinazione con reindirizzamenti di Google Ads per distribuire malware. Le vittime facevano clic su un collegamento da un allegato PDF ricevuto tramite un’e-mail di phishing. Poi scaricavano un file dannoso che sfruttava la vulnerabilità di cui sopra.
Oltre al CVE-2024-21412, gli esperti hanno registrato anche l’utilizzo di un’altra vulnerabilità di Windows SmartScreen per fornire DarkGate. Si tratta del CVE-2023-36025 con un punteggio CVSSv3 di 8,8. Il bug è stato sfruttato con successo anche dagli hacker di TA544 nel novembre dello scorso anno.
I ricercatori sottolineano l’importanza di essere vigili e la necessità di evitare l’installazione di software da fonti non attendibili. Ciò vale sia per i falsi installer che per l’abuso delle tecnologie Google Ads, che consente agli aggressori di ampliare i propri attacchi.
Inoltre, gli esperti notano un aumento del numero di nuove famiglie di malware in grado di rubare informazioni riservate, nonché un aumento dell’uso di piattaforme popolari per la distribuzione di malware, spesso con elementi di ingegneria sociale.
I risultati dei ricercatori evidenziano la complessità della protezione del cyberspazio odierno e la necessità di un approccio globale alla sicurezza digitale sia per le organizzazioni che per gli individui.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CyberpoliticaIl CEO di Cloudflare, Matthew Prince, ha minacciato di chiudere le attività dell’azienda in Italia dopo che l’autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni del Paese le ha imposto una multa pari al doppio del suo fatturato…
CybercrimeUn’analisi approfondita sulle connessioni infrastrutturali del gruppo emergente Orion Leaks e il suo possibile legame con l’ex gigante LockBit RaaS. Negli ultimi mesi, a seguito dell’Operazione Cronos, condotta da agenzie internazionali per smantellare l’infrastruttura e…
CybercrimeNegli ultimi mesi si sta parlando sempre più spesso di un cambio di paradigma nel cybercrime. Quello che per anni è stato percepito come un ecosistema prevalentemente digitale — fatto di frodi, furti di identità,…
CybercrimeA volte, per disattivare la protezione di Windows non è necessario attaccare direttamente l’antivirus. È sufficiente impedirne il corretto avvio. Un ricercatore che si fa chiamare Two Seven One Three (TwoSevenOneT) ha pubblicato su GitHub…
CulturaQuando la sicurezza fallisce prima ancora dell’errore Questo testo nasce dall’esperienza diretta, maturata osservando nel tempo numerosi casi di frodi e incidenti informatici, in cui il fattore umano nella sicurezza è stato l’elemento che ha…