
Ospitando progetti falsi su piattaforme di sviluppo popolari (GitHub e GitLab), gli aggressori inducono gli utenti a eseguire payload dannosi che estraggono componenti aggiuntivi da un repository controllato dagli hacker. Di conseguenza, trojan di accesso remoto e spyware vengono scaricati sui dispositivi delle vittime.
Gli analisti di Positive Technologies hanno presentato un rapporto sulle minacce informatiche per la prima metà del 2025. Secondo i loro dati, il metodo principale per attaccare con successo le organizzazioni rimane il malware: è stato utilizzato nel 63% dei casi.
Allo stesso tempo, la quota di distribuzione di malware tramite siti web ha raggiunto il 13%: quasi il doppio rispetto allo stesso periodo del 2024. Secondo i ricercatori, il numero record di tali attacchi in tre anni è dovuto alla crescente popolarità di strategie mirate agli sviluppatori. Compromettendo repository aperti e typosquatting, i criminali si infiltrano nelle catene di approvvigionamento.
Ad esempio, in Russia, Brasile e Turchia, una campagna dannosa mascherata da centinaia di progetti open source ha preso di mira giocatori e investitori in criptovalute, scaricando sui loro dispositivi un infostealer che ruba indirizzi di portafogli crittografici, dati personali e bancari.
Nel frattempo, almeno 233 vittime negli Stati Uniti, in Europa e in Asia sono state colpite da una campagna del gruppo nordcoreano Lazarus, che ha impiantato un programma JavaScript nei sistemi degli sviluppatori, progettato per raccogliere informazioni di sistema.
“Le tattiche dei gruppi APT si stanno evolvendo: si passa dal phishing di massa ad attacchi mirati agli sviluppatori. Il loro nuovo obiettivo sono le supply chain di diverse tecnologie. Introducendo malware nei processi di sviluppo, gli aggressori sferrano un doppio colpo: colpiscono non solo la vittima stessa, ma anche i progetti a cui sono associati. Prevediamo che questa tendenza acquisirà slancio: gli attacchi alle aziende IT e agli sviluppatori con l’obiettivo di indebolire le supply chain si verificheranno più spesso”, commenta Anastasia Osipova, analista junior del gruppo di ricerca Positive Technologies.
Il rapporto rileva inoltre che dall’inizio dell’anno gli aggressori hanno utilizzato attivamente tecniche di typosquatting negli ecosistemi open source, sfruttando gli errori degli utenti durante l’inserimento dei nomi dei pacchetti.
Ad esempio, gli esperti avevano precedentemente identificato una campagna dannosa nel repository PyPI che prendeva di mira sviluppatori, specialisti di ML e appassionati interessati a integrare DeepSeek nei loro sistemi. I pacchetti dannosi deepseeek e deepseekai potevano raccogliere dati sull’utente e sul suo computer, oltre a rubare variabili d’ambiente.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

InnovazioneL’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…
CybercrimeNegli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…
VulnerabilitàNegli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…
InnovazioneArticolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…
Cyber ItaliaNegli ultimi giorni è stato segnalato un preoccupante aumento di truffe diffuse tramite WhatsApp dal CERT-AGID. I messaggi arrivano apparentemente da contatti conosciuti e richiedono urgentemente denaro, spesso per emergenze come spese mediche improvvise. La…