Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Crowdstriker 970×120
LECS 320x100 1
Assumed Breach. Il Perimetro è Caduto: Benvenuti nella Guerra “Dentro” la Rete

Assumed Breach. Il Perimetro è Caduto: Benvenuti nella Guerra “Dentro” la Rete

13 Giugno 2025 07:16

Dalla prospettiva del Red Team, un’analisi critica della fallacia della sicurezza perimetrale e dell’imperativo di testare le capacità di rilevamento e risposta interne.

Per decenni, il paradigma dominante nella cybersecurity è stato quello della “fortezza”: costruire difese perimetrali sempre più alte e sofisticate per tenere gli attaccanti fuori. Firewall di nuova generazione, sistemi di prevenzione delle intrusioni, gateway di sicurezza web ed email – un arsenale imponente schierato a guardia del castello digitale. Tuttavia, dalla prospettiva di chi, come i Red Team, ha il compito di simulare gli avversari più determinati, questa visione si scontra quotidianamente con una realtà più complessa: il perimetro, per quanto robusto, è destinato a essere violato.

Che sia attraverso un’ingegnosa campagna di spear phishing, lo sfruttamento di una vulnerabilità zero-day, una falla nella supply chain o un errore umano, l’accesso iniziale è spesso una questione di “quando”, non di “se”. È qui che l’approccio strategico dell’“Assumed Breach” (o compromissione presunta) emerge non come una teoria pessimistica, ma come una necessità pragmatica per testare e migliorare la reale resilienza di un’organizzazione.

Quando le Mura Cedono: Il Campo di Battaglia Interno


Cyber Offensive Fundamentale Ethical Hacking 02

Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals
Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica?
La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

Una volta che un attaccante (o un Red Team che ne simula le azioni) ottiene un primo punto d’appoggio all’interno della rete – un endpoint compromesso, credenziali valide – lo scenario cambia radicalmente. La sicurezza perimetrale ha fallito il suo primo compito e la partita si sposta interamente sulle capacità di difesa, rilevamento e risposta interne. È in questo scenario che il Red Team opera con maggiore efficacia, mettendo a nudo le debolezze spesso trascurate. Le nostre attività si concentrano tipicamente su:

  1. Ricognizione Interna e “Consolidamento del Piede di Porco”: Mappatura della rete interna, identificazione di segmenti di valore, enumerazione di utenti e servizi e stabilizzazione dell’accesso iniziale.
  2. Lateral Movement: Questa è forse la fase più critica e, spesso, la più rumorosa se i sistemi di rilevamento sono ben tarati. Utilizziamo una varietà di tecniche, dal classico Pass-the-Hash/Ticket all’abuso di protocolli come RDP, SMB, WinRM, fino allo sfruttamento di relazioni di fiducia tra sistemi e applicazioni mal configurate. La mancanza di una segmentazione di rete efficace (micro-segmentazione) e di un monitoraggio del traffico Est-Ovest facilita enormemente queste manovre.
  3. Privilege Escalation: L’obiettivo è elevare i privilegi dall’account inizialmente compromesso fino a ottenere accessi amministrativi (Domain Admin, root, Cloud administrator). Questo avviene sfruttando credenziali deboli o riutilizzate, servizi configurati con permessi eccessivi, vulnerabilità note non patchate su sistemi interni, o debolezze strutturali in Active Directory (es. Kerberoasting, ACL permissive).
  4. Evasion e Persistence: Mantenere un accesso persistente e operare sotto traccia è fondamentale. Tecniche di evasione mirano a bypassare EDR/XDR, antivirus e altri controlli locali, mentre la persistenza viene stabilita tramite scheduled task, servizi, chiavi di registro modificate o backdoor più sofisticate.
  5. Raggiungimento dell’Obiettivo (Data Exfiltration, Impatto): Che si tratti di esfiltrare dati sensibili (simulando tecniche per aggirare le soluzioni DLP), cifrare sistemi (in scenari ransomware) o compromettere processi critici, è il culmine dell’operazione.

L’Efficacia del Test “Assumed Breach”

Adottare una metodologia di test basata sull’ “Assumed Breach” significa iniziare l’assessment partendo da uno scenario di compromissione già avvenuta (es. fornendo al Red Team credenziali a basso privilegio o l’accesso a un endpoint “infetto”). I benefici sono molteplici:

  • Focus sul “Detection & Response”: Valuta direttamente la capacità del Blue Team e del SOC di rilevare attività malevole interne e di rispondere efficacemente.
  • Realismo Aumentato: Simula più fedelmente gli scenari di attacco avanzati, dove l’attaccante opera già all’interno.
  • Ottimizzazione degli Investimenti: Aiuta a identificare dove gli investimenti in sicurezza interna (EDR, NDR, SIEM, SOAR, IAM, segmentazione) sono più carenti o dove le configurazioni necessitano di miglioramenti.
  • Validazione dei Playbook di Incident Response: Mette alla prova l’efficacia e la praticità delle procedure di risposta agli incidenti.

Rafforzare la Fortezza dall’Interno: Implicazioni per i Difensori

L’approccio “Assumed Breach” non è un atto d’accusa contro le difese perimetrali, ma un’integrazione necessaria. I difensori devono chiedersi:

  • Visibilità Interna: Abbiamo una visibilità adeguata su ciò che accade all’interno della nostra rete? I nostri log sono sufficienti e correttamente correlati?
  • Capacità di Rilevamento Avanzato: I nostri strumenti (EDR/XDR, NDR, UEBA) sono in grado di rilevare TTPs post-exploitation piuttosto che solo firme di malware note?
  • Principio del Minimo Privilegio e Zero Trust: Stiamo realmente applicando questi principi o esistono scorciatoie e permessi eccessivi che facilitano il movimento laterale?
  • Prontezza alla Risposta: Quanto velocemente possiamo isolare un sistema compromesso, revocare credenziali, analizzare l’incidente e recuperare?

Dalla Prevenzione alla Resilienza

L’evoluzione del panorama delle minacce impone un cambio di paradigma: dalla speranza di una prevenzione infallibile alla costruzione di una resilienza robusta. L’approccio “Assumed Breach”, incarnato dalle attività di Red Teaming, è uno strumento fondamentale in questo percorso. Non si tratta solo di trovare vulnerabilità, ma di testare l’intero ecosistema di difesa – persone, processi e tecnologie – nella sua capacità di resistere, rilevare e rispondere a un avversario che è già riuscito a superare le prime linee.

Solo accettando la possibilità della compromissione possiamo prepararci efficacemente a gestirla, trasformando potenziali disastri in incidenti contenuti e lezioni apprese.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Luca Errico 300x300
Appassionato di informatica fin da ragazzo, quando passavo notti intere a risolvere problemi che io stesso causavo. Da vent'anni lavoro come Field Engineer. Nel corso del tempo, sono stato sempre più attratto dalla sicurezza informatica. Adoro i videogiochi, la lettura e seguo con molto interesse la politica.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCyber Italia
Al via CyberAngels: il volto umano e tutto al femminile di Red Hot Cyber
Redazione RHC - 12/01/2026

Per troppo tempo abbiamo interpretato la sicurezza informatica esclusivamente come una fredda barriera di firewall e algoritmi. Abbiamo dimenticato che dietro ogni schermo, ogni attacco e ogni innovazione, batte un cuore umano. In un panorama…

Immagine del sitoCyber Italia
Domini italiani esposti su forum underground. C’è anche un ospedale
Luca Stivali - 12/01/2026

Nel monitoraggio quotidiano dei forum underground capita spesso di imbattersi in leak che, almeno a una prima lettura, sembrano “ordinari”: liste di credenziali, accessi a servizi legacy, dump poco strutturati. Il thread “NEW LEAK FTP LOGIN” comparso…

Immagine del sitoCultura
Torvalds chiude l’era dell’hype: nel kernel Linux conta solo la qualità, non l’IA
Redazione RHC - 11/01/2026

Linus Torvalds, il creatore di Linux, ha espresso una posizione ferma e senza mezze misure riguardo al dibattito sull’integrazione e l’uso di strumenti di intelligenza artificiale nella scrittura e revisione del codice del kernel di…

Immagine del sitoCybercrime
Caso AGCOM Cloudflare. Il Cloud è potere: quando la sicurezza nazionale è in mano alle Big Tech
Redazione RHC - 11/01/2026

Nel mondo di oggi la tecnologia non è più un mero strumento di efficienza o comodità, ma una leva geopolitica di primaria importanza. L’accesso a infrastrutture digitali, piattaforme cloud e sistemi di comunicazione non è…

Immagine del sitoCybercrime
Internet c’è, ma non funziona: la nuova trappola dei governi per controllarci tutti
Redazione RHC - 11/01/2026

Immaginate una situazione in cui Internet sembra funzionare, ma i siti web non si aprono oltre la prima schermata, le app di messaggistica sono intermittenti e le aziende sono in continuo cambiamento. Secondo gli autori…