Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità
La battaglia tra OnlyFans e Google: pirateria, IA e il caos del copyright automatizzato

La battaglia tra OnlyFans e Google: pirateria, IA e il caos del copyright automatizzato

2 Settembre 2025 19:35

Il massiccio scontro tra creatori di contenuti per adulti e pirati, trasferito oggi ai sistemi automatizzati di protezione del copyright, sta iniziando a modificare radicalmente il volto di Internet. Ogni giorno diventa sempre più difficile navigare online, e il motivo non è soltanto la censura, ma anche il funzionamento impreciso degli algoritmi. Questo fenomeno è particolarmente evidente su piattaforme come OnlyFans, dove gli autori indipendenti stanno cercando in massa di proteggere i propri materiali da fughe e distribuzioni non autorizzate.

La pirateria pornografica è presente sul web fin dagli albori, ma con l’esplosione dei guadagni legati agli abbonamenti, sempre più creatori hanno iniziato ad affidarsi a società specializzate per presentare reclami DMCA (Digital Millennium Copyright Act) contro i siti che sottraggono i loro contenuti. Oggi però, l’automazione di questo processo sta generando enormi errori: le reti neurali segnalano contenuti che nulla hanno a che fare con i creatori, e Google arriva a rimuovere dai risultati di ricerca pagine del tutto innocenti.

Un caso emblematico riguarda un articolo sui terapisti virtuali di Instagram, sparito da Google a causa di una denuncia DMCA presentata da Takedowns AI per conto della modella Marie Temara. Tra i 68 link contestati, figurava un collage di immagini generate da reti neurali senza alcun legame con Temara. E i falsi positivi non si fermano qui: nella stessa richiesta di rimozione comparivano persino screenshot di GTA V, immagini sportive, poster cinematografici e materiali provenienti da siti di informazione come Wccftech e Bloody-Disgusting.

Il problema deriva da un sistema che registra centinaia di reclami ogni giorno. Dal 2022, Takedowns AI ha inviato quasi 12 milioni di segnalazioni a Google. Sebbene molte siano legittime, il livello di falsi positivi mette in pericolo risorse accademiche, giornalistiche e artistiche. È accaduto persino a un articolo dell’Università del Missouri sulle api, rimosso solo perché il nome dell’autore coincideva con quello di una modella.

Altre aziende, come Cam Model Protection, sostengono di ridurre drasticamente gli errori grazie a whitelist e controlli manuali, ribadendo che la semplice menzione di un nome o una notizia non costituiscono violazione di copyright. Tuttavia, la pressione sui creatori li spinge sempre più spesso a chiedere la rimozione di qualsiasi riferimento al proprio nome, anche quando del tutto neutrale.

Molti autori, come la modella Elaina St. James, hanno confermato l’utilità dei servizi anti-pirateria per combattere copie illegali e account falsi, pur ammettendo che i risultati migliori si ottengono con segnalazioni manuali. Le piattaforme, inoltre, non sempre collaborano: TikTok e numerosi siti esteri ignorano i reclami.

Il ricorso massiccio a sistemi automatizzati non è nuovo: basti pensare ai limiti storici del Content ID di YouTube. Ma con la crescita dei creatori indipendenti e l’affidamento all’IA, gli errori aumentano e Internet si trasforma in un campo di battaglia tra reclami automatizzati, piattaforme che li processano meccanicamente e siti innocenti travolti nel fuoco incrociato.

Gli esperti legali sottolineano che il DMCA resta un’arma potente, capace di censurare contenuti legittimi senza reali verifiche. Con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, i falsi positivi diventeranno sempre più frequenti, alimentati da malizia, incompetenza o semplici errori algoritmici.

Nonostante ciò, aziende come Takedowns AI scaricano parte della responsabilità sui creatori stessi, che spesso pretendono la rimozione indiscriminata di link e citazioni. Google, da parte sua, afferma di mantenere controlli automatici e manuali, con la possibilità di presentare contro-reclami.

La realtà, però, è che le vulnerabilità sono sistemiche: il monopolio di Google, i limiti dell’automazione, le falle del DMCA e l’incapacità delle piattaforme di distinguere tra violazioni reali e coincidenze. Il risultato? Un web sempre più fragile, dove siti innocenti scompaiono e i pirati continuano a prosperare.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella. Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCyber News
L’Italia sotto Attacco Hacker! Dopo la Sapienza e gli Uffizi, NoName057(16) colpisce ancora
Redazione RHC - 04/02/2026

L’Italia è finita ancora una volta nel mirino del collettivo hacktivista filorusso NoName057(16). Dopo i pesanti disservizi che hanno colpito l‘Università La Sapienza e le Gallerie degli Uffizi all’inizio di questa settimana. L’offensiva digitale russa…

Immagine del sitoCyber News
Attacco hacker alla Sapienza: chi sono gli hacker di Bablock/Rorschach
Redazione RHC - 04/02/2026

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’attacco informatico che ha paralizzato i sistemi dell’Università La Sapienza non sarebbe motivato da fini politici. Gli hacker avrebbero inviato messaggi di rivendicazione spiegando di non agire per…

Immagine del sitoCybercrime
Supply Chain Attack: come è stato compromesso Notepad++ tramite il CVE-2025-15556
Manuel Roccon - 04/02/2026

Nella cyber security, spesso ci si concentra sulla ricerca di complessi bug nel codice sorgente, ignorando che la fiducia dell’utente finale passa per un elemento molto più semplice: un link di download. L’incidente che ha…

Immagine del sitoCyber News
Attacco Hacker All’università La Sapienza. Quello che sappiamo ad oggi
Redazione RHC - 04/02/2026

Nella giornata di lunedì mattina, un grave incidente informatico ha colpito l’Università La Sapienza di Roma, mettendo fuori uso una parte rilevante dell’infrastruttura digitale dell’ateneo. L’attacco ha avuto effetti immediati sulla didattica e sui servizi…

Immagine del sitoInnovazione
Il “Reddit per AI” progetta la fine dell’umanità e crea una Religione. Ecco la verità su Moltbook
Carolina Vivianti - 03/02/2026

L’evoluzione delle piattaforme digitali ha raggiunto un punto di rottura dove la presenza umana non è più richiesta per alimentare il dibattito. Moltbook emerge come un esperimento sociale senza precedenti, un ecosistema dove milioni di…