Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità

Muliaka: la nuova cyber-gang che sfrutta gli Antivirus per diffondere il ransomware

10 Aprile 2024 09:07

L’azienda di sicurezza FACCT ha identificato un nuovo gruppo di ransomware criminale chiamato Muliaka che ha colpito le aziende russe dal dicembre 2023.

Nel gennaio 2024, una delle imprese russe è stata attaccata da Muliaka, a seguito della quale i sistemi Windows e l’infrastruttura virtuale basata su VMware ESXi sono stati crittografati. I criminali hanno impiegato circa due settimane (come di consueto) dal momento in cui sono penetrati nell’infrastruttura IT della vittima fino all’inizio del processo di crittografia dei dati.


Scopri il ransomware con gli articoli di RHC
Il ransomware sta sempre più diventando un minaccia per aziende pubbliche e private, dove in Italia sta dilagando mietendo vittime giorno dopo giorno. Il ransomware è un tipo di malware che cifra l’infrastruttura IT di una organizzazione rendendola inutilizzabile chiedendo un riscatto per poterla sbloccare minacciando la pubblicazione dei dati. Scopriamo con precisione che cosa è il ransomware con gli articoli di Red Hot Cyber

La diffusione del ransomware tramite l’antivirus

Per diffondere il ransomware nella rete della vittima ed eseguirlo su host Windows, gli aggressori hanno utilizzato un popolare software antivirus aziendale installato sull’infrastruttura IT dell’azienda.

Va notato che gli aggressori avanzati, quando ottengono l’accesso al pannello di controllo di un prodotto antivirus, preferiscono usarlo per muoversi in modo nascosto ed efficace attraverso la rete, piuttosto che tecniche più “rumorose” come, ad esempio, PsExec , SMBExec, WMIExec o creando una directory dei criteri di gruppo attivi (GPO).

Per lanciare il ransomware da remoto gli aggressori hanno creato un pacchetto di installazione e un’attività corrispondente.

Contenuto del pacchetto di installazione con il programma ransomware.

Gli specialisti di FACCT hanno scoperto che per accedere ai sistemi veniva utilizzato il servizio VPN dell’azienda interessata e che il movimento laterale è stato effettuato utilizzando il servizio di gestione remota WinRM.

La cyber gang Mulyaka tra codice Conti e metodi di OldGremlin

Un fatto interessante è l’origine del nome Muliaka, che gli specialisti FACCT hanno derivato da parte dell’indirizzo e-mail utilizzato dagli estorsori per contattare le vittime ( [email protected] ), e dalla parola “mulyaka”, che significa acqua sporca e fangosa nel sud Dialetto russo.

Prima della crittografia, gli aggressori hanno eseguito sugli host uno script PowerShell ausiliario Update.ps1, progettato per arrestare e disattivare i servizi di database e backup, eliminare punti di ripristino e copie shadow dei volumi, disattivare anche gli adattatori di rete sull’host e quindi disconnettersi l’host dalle reti. Questo metodo era precedentemente utilizzato da un altro gruppo ransomware chiamato OldGremlin.

Gli esperti hanno mostrato particolare interesse per il ransomware utilizzato dal gruppo Muliaka. Il ransomware per Windows è stato quindi sviluppato sulla base dei codici sorgente trapelati del ransomware Conti 3, ma rappresenta una delle sue modifiche più interessanti.

La crittografia dei dati è stata effettuata in due fasi, il che ha permesso prima di bloccare rapidamente l’accesso ai dati e poi di complicare il processo di ripristino senza pagare un riscatto.

Un malware ancora poco diffuso

Nonostante gli sforzi per eliminare il campione del ransomware, i criminali non sono riusciti a rimuoverlo. Le informazioni ottenute sono state sufficienti per trovare altri esempi di ransomware per Windows ed ESXi. Due mesi fa, un campione di ransomware per ESXi è stato caricato sul portale VirusTotal e non è stato ancora rilevato da nessun fornitore di antivirus. Va notato che quasi tutti i campioni trovati sono stati caricati sul portale VirusTotal dall’Ucraina.

Gli specialisti del FACCT hanno collaborato alle indagini sull’attacco nella fase di ripristino dell’infrastruttura IT dell’azienda colpita. Non è ancora chiaro se la VPN sia stata il primo punto di accesso per gli aggressori ed è possibile che il phishing o le vulnerabilità nelle applicazioni pubbliche possano essere state utilizzate come metodi alternativi per ottenere l’accesso.

Il gruppo Muliaka, attivo dal dicembre 2023, ha dimostrato elevate capacità, lasciando dietro di sé una traccia minima delle sue malefatte, preferendo attaccare esclusivamente aziende russe.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Pietro Melillo 300x300
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCybercrime
Campagna di phishing su Signal in Europa: sospetto coinvolgimento di attori statali
Bajram Zeqiri - 07/02/2026

Le autorità tedesche hanno recentemente lanciato un avviso riguardante una sofisticata campagna di phishing che prende di mira gli utenti di Signal in Germania e nel resto d’Europa. L’attacco si concentra su profili specifici, tra…

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…