
Oracle ha finalmente ammesso di aver subito una grave violazione dei dati, informando privatamente alcuni clienti selezionati dell’incidente di sicurezza, solo pochi giorni dopo essere stata colpita da una class action che accusava il gigante della tecnologia di aver tentato di nascondere la violazione agli utenti interessati.
Secondo Bloomberg, la società ha inoltre informato i clienti che la società di sicurezza informatica CrowdStrike e l’FBI stanno indagando sull’incidente.
Il riconoscimento da parte dell’azienda arriva dopo settimane di smentite e rappresenta un cambiamento significativo rispetto alla sua posizione pubblica sulla questione. La violazione, inizialmente pubblicata su Breachforums il 20 marzo 2025, ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza dell’infrastruttura cloud di Oracle e sulla sua capacità di salvaguardare i dati sensibili dei clienti.
L’attaccante ha anche esfiltrato i file Java Key Store (JKS) e le chiavi Enterprise Manager JPS. Sebbene non siano state esposte informazioni personali identificabili (PII) complete, Oracle ha confermato che i dati compromessi hanno circa 16 mesi.
L’autore della minaccia, identificato come “rose87168“, ha rivendicato la responsabilità della violazione e ha dichiarato di aver avuto accesso a 6 milioni di record di dati. I dati rubati includono, a quanto si dice, nomi utente, indirizzi e-mail, password con hash e credenziali di autenticazione sensibili come Single Sign-On (SSO) e informazioni Lightweight Directory Access Protocol (LDAP).
Secondo quanto riferito, l’aggressore ha avuto accesso già a gennaio 2025 ai server ed è rimasto inosservato fino alla fine di febbraio, quando Oracle ha avviato un’indagine interna. La violazione è stata facilitata da un exploit Java del 2020 che ha consentito all’aggressore di distribuire una web shell e un malware che prendevano di mira il database Identity Manager (IDM) di Oracle.
Oracle ha informato i clienti interessati e ha rafforzato le misure di sicurezza attorno ai suoi server Gen 1. L’azienda ha sottolineato che i suoi server Gen 2 rimangono inalterati e ha negato qualsiasi violazione della sua infrastruttura Oracle Cloud primaria. Nonostante queste rassicurazioni, la società di sicurezza informatica CybelAngel ha riferito che Oracle ha ammesso privatamente l’incidente alle parti interessate e ha confermato l’accesso non autorizzato ai sistemi legacy.
Questa violazione segue un altro recente incidente di sicurezza informatica che ha coinvolto i server legacy Cerner di Oracle Health, dove i dati dei pazienti di organizzazioni sanitarie statunitensi sono stati compromessi. Mentre Oracle sostiene che queste violazioni non sono correlate, la tempistica ha attirato l’attenzione sulla postura di sicurezza complessiva dell’azienda.
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