
Autore: Stefano Gazzella
Tutti i cinici che spesso ripetono che l’amore è una truffa possono trovare (almeno) una gioia nell’alzata di palla tutta digitale del fenomeno del c.d. love scam o truffa romantica. Ovverosia uno dei metodi impiegati dai cybercriminali per ottenere facili guadagni attraverso una manipolazione che prende di mira un singolo individuo e non una massa indefinita di soggetti.
A differenza del phishing, dunque, la frode è attuata in modo più strutturato e fa in modo di impiegare come leva principale di attuazione la fiducia della vittima. In questo caso, fiducia che si acquisisce attraverso un corteggiamento tramite un falso account di social network o su una app di incontri, il quale ha funzione di esca e viene impiegato per la richiesta di primo contatto.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
Ovviamente, il profilo è strutturato innanzitutto ricorrendo a foto rubate o altrimenti generate attraverso l’impiego di software, ed accompagnato da alcune informazioni verosimiglianti e molto spesso studiate per essere efficaci nei confronti di un determinato cluster di vittime.
In genere, ciò che viene creato è il profilo di un interlocutore desiderabile, con gusti e abitudini potenzialmente compatibili con un vasto numero di soggetti in modo tale da rendere più ampia la platea delle vittime. Una volta instaurato il primo contatto, il cybercriminale studia la potenziale vittima selezionando e costruendo così ulteriori compatibilità avvalendosi o dalle tracce digitali lasciate attraverso l’attività su social o anche, più semplicemente, dalle informazioni che spesso la vittima fornisce volontariamente.
Giovandosi di tecniche mirate di ingegneria sociale diventa possibile carpire l’attenzione per poi costruire un grado di fiducia bastevole per iniziare a presentare alcuni bisogni e richieste d’aiuto. La diminuita attenzione derivante dal coinvolgimento emotivo porta così ad essere maggiormente propensi alla soddisfazione di richieste di denaro, che solitamente iniziano con il racconto – mascherato con le vesti della confidenza – di un imprevisto occorso o altrimenti della stanchezza derivante dal dover fornire assistenza ad un parente malato da tempo. Nel tempo, le richieste vengono reiterate facendo leva su questo legame totalmente artefatto e per lo più fondato su un vero e proprio corrispettivo di “emozioni virtuali”.
Il sospetto viene inconsciamente accantonato, anche e soprattutto per il senso di vergogna di apprendere che in realtà si è stati oggetto di manipolazione. Alcune fragilità aumentano nel digitale soprattutto in ragione di una falsa percezione della realtà che porta ad abbandonare talune difese spesso proprio per inconsapevolezza.
Eppure, ciò che è nel digitale produce effetti nel reale e dunque occorre un approccio consapevole a riguardo e adottare di conseguenza le medesime accortezze che si sarebbero assunte nel coltivare una relazione nel mondo analogico.
Sebbene la Polizia postale e delle comunicazioni indichi alcuni suggerimenti molto utili e di senso pratico, forse però è opportuno risalire la fonte del problema: una dispercezione del sé digitale e delle implicazioni delle proprie azioni che comunque sono riconducibili – legalmente e materialmente – ad un proprio io uno e indivisibile che è e definisce la persona.
Dispercezione la quale è frutto avvelenato di una mancata educazione digitale. Frutto che beninteso giova a nutrire i comportamenti e crea ottimi utenti. Ma che molto meno giova alle persone.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CybercrimeUn messaggio di cancellazione da Booking.com con una penale elevata sembra una pratica commerciale tipica di hotel e appartamenti. Ma è proprio questo tipo di email a dare il via a una nuova campagna malware,…
HackingUn nuovo script open source consente agli utenti di Windows 11 di disattivare in modo esteso le funzionalità di intelligenza artificiale integrate nel sistema operativo. Il progetto, sviluppato da Zoicware, si chiama RemoveWindowsAI e nasce…
InnovazioneQuando si parla di sicurezza applicativa, il problema raramente è uno solo. È quasi sempre una catena di piccoli difetti, scelte sbagliate e controlli mancanti che, sommati, aprono la strada a incidenti gravi. È anche…
Cybercrimen8n, la piattaforma di automazione del flusso di lavoro “fair-code” apprezzata dai team tecnici per la sua combinazione di velocità low-code e flessibilità di programmazione, ha emesso un avviso di sicurezza critico. Pochi dettagli sono…
VulnerabilitàWhatsApp, l’app di messaggistica di Meta con oltre 3 miliardi di utenti attivi mensili, ha iniziato a introdurre modifiche tecniche per mitigare alcune vulnerabilità legate alla privacy dei dispositivi degli utenti. Le correzioni, individuate tramite…