Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità
Quando i Criminal Hacker patchano al posto tuo i server Linux! E non è cosa buona

Quando i Criminal Hacker patchano al posto tuo i server Linux! E non è cosa buona

20 Agosto 2025 10:40

Gli specialisti di Red Canary hanno scoperto un’insolita campagna che utilizza il nuovo malware DripDropper, prendendo di mira i server cloud Linux. Gli aggressori hanno ottenuto l’accesso tramite la vulnerabilità CVE-2023-46604 in Apache ActiveMQ dopodiché hanno preso piede nel sistema e hanno installato una patch per chiudere proprio quella falla dalla quale erano entrati.

Questa mossa paradossale ha permesso loro non solo di coprire le proprie tracce, ma anche di bloccare l’accesso ai concorrenti, lasciando il server infetto sotto il loro completo controllo.

Gli analisti hanno registrato l’esecuzione di comandi di ricognizione su decine di host vulnerabili. Su alcuni di essi, gli aggressori hanno implementato strumenti di controllo remoto, da Sliver ai tunnel di Cloudflare , fornendo comunicazioni segrete a lungo termine con i server C2 . In un episodio, hanno modificato le impostazioni sshd, incluso l’accesso root, e hanno avviato il downloader DripDropper.

DripDropper è un file ELF creato tramite PyInstaller, protetto da password e che comunica con l’ account Dropbox degli aggressori tramite un token. Lo strumento crea file dannosi aggiuntivi, li installa nel sistema tramite cron e apporta modifiche alle configurazioni SSH, aprendo nuove vie di accesso occulte agli operatori. L’utilizzo di servizi cloud legittimi come Dropbox o Telegram come canali C2 consente alle attività dannose di mascherarsi da normale traffico di rete.

L’ultimo passaggio dell’attacco è stato scaricare e installare le patch JAR ufficiali di ActiveMQ dal dominio Apache Maven. In questo modo, gli aggressori hanno chiuso la vulnerabilità attraverso la quale erano penetrati, riducendo al minimo il rischio di ripetute scansioni di compromissione e di interferenze da parte di altri hacker.

Gli esperti sottolineano che lo sfruttamento di CVE-2023-46604 continua nonostante la sua età e viene utilizzato non solo per DripDropper, ma anche per la distribuzione di TellYouThePass , del malware HelloKitty o del miner Kinsing .

Per ridurre i rischi, gli esperti raccomandano alle organizzazioni di rafforzare la protezione degli ambienti Linux , soprattutto nel cloud: utilizzare la gestione automatizzata della configurazione tramite Ansible o Puppet, impedire gli accessi root, eseguire servizi da utenti senza privilegi, implementare tempestivamente le patch e controllare le regole di accesso alla rete. Anche il monitoraggio dei log dell’ambiente cloud svolge un ruolo importante, consentendo di rilevare tempestivamente attività sospette.

Il caso dimostra chiaramente che anche una vulnerabilità “corretta” non garantisce la sicurezza se la correzione è stata fornita dagli aggressori stessi. Documentare gli aggiornamenti e fornire una risposta tempestiva da parte degli amministratori rimangono fattori chiave per la protezione dei sistemi critici.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

1744358477148 300x300
Bajram Zeqiri è un esperto di cybersecurity, cyber threat intelligence e digital forensics con oltre vent'anni di esperienza, che unisce competenze tecniche, visione strategica creare la resilienza cyber per le PMI. Fondatore di ParagonSec e collaboratore tecnico per Red Hot Cyber, opera nella delivery e progettazione di diversi servizi cyber, SOC, MDR, Incident Response, Security Architecture, Engineering e Operatività. Aiuta le PMI a trasformare la cybersecurity da un costo a leva strategica per le PMI.
Aree di competenza: Cyber threat intelligence, Incident response, Digital forensics, Malware analysis, Security architecture, SOC/MDR operations, OSINT research

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCyber Italia
Sapienza paralizzata da un attacco hacker: perché l’università ha spento tutto
Redazione RHC - 02/02/2026

La mattina di lunedì 2 febbraio si è aperta con una notizia inattesa per studenti, docenti e personale della Sapienza Università di Roma. I principali servizi digitali dell’ateneo sono risultati improvvisamente irraggiungibili, generando incertezza e…

Immagine del sitoCyber News
BETTI RHC: il fumetto che educa alla cybersecurity. Esce il 4 e 5 episodio
Andrea Gioia Lomoro - 02/02/2026

BETTI RHC è un progetto editoriale e culturale ideato da Red Hot Cyber, realtà italiana punto di riferimento nel panorama della cybersecurity e della divulgazione tecnologica. Non si tratta di un semplice fumetto, ma di…

Immagine del sitoCyber News
E se domani gli USA spegnessero il cloud?  L’UE non ha un piano e legifera pensando poco
Marcello Filacchioni - 02/02/2026

Mentre il cloud è diventato il cuore dell’economia digitale, l’Unione europea si trova davanti a una scelta storica: trasformare la certificazione cloud in uno strumento di sovranità o limitarsi ad un semplice controllo tecnico. Il…

Immagine del sitoVulnerabilità
Vulnhalla: come scovare bug 0day utilizzando l’Intelligenza Artificiale Generativa
Massimiliano Brolli - 02/02/2026

È il nuovo fuzzing del futuro? Con ogni probabilità sarà un approccio combinato multi agente, dove le AI assieme al bug hunter saranno in grado di ridurre drasticamente i tempi di individuazione dei bug 0-day.…

Immagine del sitoInnovazione
Moltbook, il Reddit dei Robot: Agenti AI discutono della loro civiltà (mentre noi li spiamo)
Silvia Felici - 01/02/2026

Venerdì è emersa online una notizia capace di strappare un sorriso e, subito dopo, generare un certo disagio: il lancio di Moltbook, un social network popolato non da persone ma da agenti di intelligenza artificiale.…