Deep web e dark web, cosa sono? La guida definitiva.

Aggiornamento: set 18

Autore: Laura Primiceri e Antonio Piovesan

Data Pubblicazione: 14/06/2021

Si fa un gran parlare da qualche anno a questa parte di deep web e dark web e molti si sono chiesti: ma cosa si intende precisamente?


Il dark web è spesso associando ad attività losche e criminose che vengono svolte o transitano su Internet. Questo non è sempre vero, ma per poter comprendere come entrare nel dark web, dobbiamo prima conoscerlo e comprendere la sua storia e le sue motivazioni.


In questo articolo comprenderemo a fondo cosa è il deep web e il dark web e poi spiegheremo come poter accedere in sicurezza a quest'ultimo.


Siamo un po’ tutti abituati a iniziare le nostre navigazioni Internet partendo dal motore di ricerca. A prescindere da quale sia il preferito, il funzionamento è sempre più o meno lo stesso: noi poniamo una domanda (sotto forma di chiave di ricerca) e il portale ci risponde esponendoci una serie di risultati che secondo lui possono essere afferenti a quanto stiamo cercando. Ma vi siete mai chiesti cosa c’è oltre quei risultati che il motore ci propone?



Ovviamente, Internet non inizia e finisce in quei suggerimenti ma c’è molto, molto di più. Basti pensare che si calcola che Google, che è il motore di ricerca più potente e più usato, è in grado di indicizzare (e quindi rivelare) meno dell’un per cento di tutto il contenuto del web mondiale. Tutto quello che Google non vede, quindi, non è inesistente: è semplicemente invisibile, spesso intenzionalmente.


Ne parlammo anche diverso tempo fa con un video sul canale YouTube di RedHotCyber, ma oggi vogliamo raccontarvi, oltre cosa è il Deep Web, anche come accedervi in sicurezza.


Siete pronti?



Differenze tra deep web e dark web.

Prima di addentrarci e spiegare quello che si intende come Dark web e le Darknet, dobbiamo ricordare che tale termine prende vita nell'era di Arpanet, precisamente nel 1970, per identificare tutte quelle reti parallele alla rete Arpanet, oggi internet, che non potevano essere indicizzate dai motori di ricerca e che quindi risultavano nascoste e non di dominio pubblico.


Internet infatti, si divide in 3 livelli di profondità, e questa rappresentazione spesso viene rappresentata come un Iceberg alla deriva, che possiamo classificare nel seguente modo:

  • Un primo livello è chiamato "Surface web" oppure "clear web", ovvero il mondo scoperto o conosciuto, il mondo indicizzato che può essere accessibile a tutti come i social network, i siti web delle riviste online, i siti di e-commerce, insomma tutto quello che è possibile ricercare attraverso i motori di ricerca.

  • Un secondo livello viene chiamato "deep web". SI tratta di un ecosistema di risorse non indicizzate che di fato risultano inaccessibili, come ad esempio le intranet aziendali, i sistemi delle reti private delle aziende e delle università, i nuovi siti web che ancora non sono indicizzati dai motori di ricerca.



  • Poi abbiamo un terzo livello nascosto, denominato "darknet" oppure "dark web". Questo livello risulta irraggiungibile attraverso un normale browser Internet ma per accedervi occorrono software particolari e stiamo parlando della rete Onion e del client Tor, oppure di altre reti come I2P e Freenet per citarne alcune.


Il deep web

Ritornando quindi al concetto di iceberg: la punta, quella che emerge dall’acqua e sappiamo essere la parte visibile ma di minore dimensione, è il normale web “in chiaro” o "clear web", che tutti noi possiamo raggiungere con una connessione senza particolari requisiti e che interroghiamo attraverso i motori di ricerca. Si parla quindi di pagine “indicizzate”.


Appena sotto il pelo dell’acqua c’è una parte di web che non si vede, che è appunto il deep web: si tratta di siti molto spesso perfettamente legittimi ma che per le loro peculiarità di realizzazione e contenuto non vengono catturati dai motori di ricerca, si dicono quindi “non indicizzati”. Come abbiamo detto, rientrano in questo caso le intranet aziendali, i sistemi delle reti private delle aziende e delle università, i nuovi siti web che ancora non sono indicizzati dai motori di ricerca.


Ovviamente tra questi ci sono anche i siti il cui contenuto è considerato illegale e per questo escluso dai risultati di ricerca del motore, oppure risorse che non vogliono essere indicizzate dai legittimi proprietari, ma in questo ultimo caso, basta conoscerne l’indirizzo e questi siti sono normalmente accessibili, senza accorgimenti particolari.


Il deep web, in definitiva, è l’internet che sfugge a Google e soci per scelta o limitazione tecnica. Può voler dire che c’è qualcosa da nascondere, ma non necessariamente.



Il dark web

L’ultima parte dell’iceberg, la più inaccessibile, è il dark web. I contenuti che viaggiano sul dark web, oltre a non essere indicizzati dai normali motori di ricerca, non possono nemmeno essere raggiunti direttamente conoscendone gli indirizzi. Per potervi accedere è necessario passare attraverso dei programmi che fanno da “ponte” tra l’internet in chiaro e il dark web.


Attraverso questi ponti si accede a delle reti particolari dette darknet, dove la più famosa è la rete Onion accessibile con il Browser Tor, su cui si trovano i siti del dark web.