Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
970x20 Itcentric
Cyber Offensive Fundamentals 320x200 1
DPO in cerca di regole deontologiche

DPO in cerca di regole deontologiche

24 Settembre 2022 09:00

Autore: Stefano Gazzella

Più che sei personaggi in cerca d’autore, il dramma che coinvolge la maggior parte dei DPO e in numero ben maggiore è la ricerca di regole deontologiche comuni per l’esercizio della professione.

Certo, le associazioni di categoria hanno da tempo promosso presso i propri iscritti anche l’adesione ad un codice etico della professione di DPO ed esistono iniziative spontanee per la promozione di linee di condotta condivise.


Cyber Offensive Fundamentale Ethical Hacking 02

Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals
Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica?
La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

È possibile dunque estrarre dei comuni denominatori, per lo più riconducibili agli artt. 37-39 GDPR che regolano la funzione e le Linee guida WP243 adottate dal Comitato Europeo per la Protezione dei Dati (EDPB).

Uno dei principi che ricorrono maggiormente è ad esempio la serietà nell’approcciarsi all’incarico, tanto nella partecipazione alla fase di selezione che nel corso dello svolgimento dei propri compiti. Infatti, essere in grado di valutare se le proprie competenze sono adeguate e sostenere così sin da principio l’accountability – e dunque: la capacità di rendicontazione delle scelte – dell’organizzazione.

Nella propria azione ovviamente deve innanzitutto “perseguire in via primaria l’osservanza delle disposizioni del GDPR”, come espressamente richiamato dalle citate linee guida dell’EDPB e per l’effetto agire con terzietà e indipendenza nell’interesse primario del rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali e della tutela dei diritti e delle libertà fondamentali degli interessati.

Ulteriore principio che richiama lo svolgimento dei compiti è la cura di una formazione continua finalizzata al mantenimento dell’adeguatezza delle proprie competenze, con un approccio necessariamente trasversale stante le molteplici intersezioni normative nonché l’esigenza di maturare anche abilità tecniche e organizzative in parallelo per lo svolgimento efficace della funzione.

La domanda che può sorgere è: cui prodest? Insomma: avere delle regole deontologiche condivise, declinate direttamente da norma e best practices di settore, certamente reca giovamento ai DPO fornendo loro criteri orientativi per lo svolgimento dell’incarico secondo degli standard di qualità elevati.

Eppure, il beneficio non si limita a ciò dal momento che fissare tramite condivisione e pubblicazione dei codici di condotta, principi etici o deontologie giova anche alle organizzazioni che intendono ricorrere a tale figura in quanto hanno funzione di suggerire dei veri e propri parametri di selezione che possono venire adottati in tutto o in parte. Non solo: è possibile anche ricorrere a tali indicazioni per il controllo dell’operato del DPO, in modo tale da poter verificare che svolga in modo adeguato i propri compiti, sebbene sempre entro il limite della non interferenza.

Come ovvia e naturale conseguenza, anche gli interessati maggiori garanzie di tutela dalla garanzia di effettività di svolgimento di tale funzione la quale è deputata a promuovere la cultura della protezione dei dati all’interno dell’organizzazione e contribuire all’efficace attuazione dei principi fondamentali del GDPR.

Guardando ad un panorama più ampio, infine, l’adozione e condivisione di regole deontologiche può dare un beneficio al mercato della professione, che è stato vessato da un vero e proprio dumping interno per quanto riguarda competenze e valore del DPO. O almeno, così si spera.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Stefano Gazzella 300x300
Privacy Officer e Data Protection Officer, è Of Counsel per Area Legale. Si occupa di protezione dei dati personali e, per la gestione della sicurezza delle informazioni nelle organizzazioni, pone attenzione alle tematiche relative all’ingegneria sociale. Responsabile del comitato scientifico di Assoinfluencer, coordina le attività di ricerca, pubblicazione e divulgazione. Giornalista pubblicista, scrive su temi collegati a diritti di quarta generazione, nuove tecnologie e sicurezza delle informazioni.
Aree di competenza: Privacy, GDPR, Data Protection Officer, Legal tech, Diritti, Meme
Visita il sito web dell'autore

Articoli in evidenza

Immagine del sitoVulnerabilità
Una falla su WhatsApp viene corretta silenziosamente, ma la community non ci sta
Redazione RHC - 06/01/2026

WhatsApp, l’app di messaggistica di Meta con oltre 3 miliardi di utenti attivi mensili, ha iniziato a introdurre modifiche tecniche per mitigare alcune vulnerabilità legate alla privacy dei dispositivi degli utenti. Le correzioni, individuate tramite…

Immagine del sitoCyber Italia
Smishing INPS 2026: rubano IBAN, documenti e selfie. Il CERT-AGID lancia l’allerta
Redazione RHC - 05/01/2026

Il CERT-AGID ha individuato una nuova campagna di smishing che utilizza il nome dell’INPS come esca per sottrarre informazioni personali e documenti sensibili ai cittadini. L’operazione fraudolenta è stata rilevata nei primi giorni di gennaio…

Immagine del sitoHacking
PlayStation 5 violata alla radice: trapela la chiave segreta che protegge l’intera console
Redazione RHC - 05/01/2026

Un recente evento ha visto un hacker anonimo rendere pubblica una chiave di sicurezza cruciale, impiegata da Sony per salvaguardare l’integrità della catena di trust nella console PlayStation 5. Questa chiave di sicurezza, conosciuta con…

Immagine del sitoInnovazione
GH05TCREW realizza PentestAgent: il tool open source basato su AI per il pentest
Redazione RHC - 05/01/2026

PentestAgent è un altro nuovo progetto open source sviluppato dal gruppo GH05TCREW che mira a supportare le attività di penetration testing attraverso l’uso di agenti basati su modelli linguistici. Il tool è progettato per funzionare…

Immagine del sitoCybercrime
Spyware: gli USA rimuovono le sanzioni agli sviluppatori dello spyware Predator
Redazione RHC - 05/01/2026

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha inaspettatamente rimosso dalla sua lista di sanzioni tre individui precedentemente accusati di legami con Intellexa, lo sviluppatore dello spyware Predator. La decisione è stata presa a seguito…