Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità
Huawei, presunta vendita di dati sul dark web

Huawei, presunta vendita di dati sul dark web

Autore
6 Ottobre 2025 17:48

Il 3 ottobre 2025, su un noto forum del dark web è stato pubblicato un thread, da un utente identificato come KaruHunters. Nel post sostiene di aver compromesso i sistemi di Huawei Technologies Co., Ltd. e rivendica la messa in vendita di dati.

Attualmente, non possiamo confermare l’autenticità della notizia, poiché l’organizzazione non ha ancora pubblicato un comunicato ufficiale sul proprio sito web in merito all’incidente. Le informazioni riportate provengono da fonti pubbliche accessibili su siti underground, pertanto vanno interpretate come una fonte di intelligence e non come una conferma definitiva.

Secondo quanto dichiarato, la presunta violazione avrebbe permesso l’accesso al “source code” e “internal tools” dell’azienda. L’autore, è inoltre disponibile alla vendita del materiale o alla negoziazione privata con un prezzo di ingresso pari a 1.000 dollari. Non vengono forniti dettagli tecnici pubblici sulla modalità d’attacco o sulla natura specifica dei file sottratti. Ma, la disponibilità del codice sorgente suggerisce un’intrusione mirata ai sistemi di sviluppo o repository interni. 

Il fatto che l’attore menzioni “tools interni” lascia intendere che l’accesso sia andato oltre un semplice dump di credenziali, indicando un livello di intrusione potenzialmente profondo.

Secondo i canali istituzionali di Huawei, al momento non ci sono evidenze pubbliche che confermino la veridicità della violazione. Secondo prassi CTI e giornalistica, in assenza di campioni verificabili o nota ufficiale, il caso resta “da confermare” e va maneggiato con prudenza.

Analisi del “Tree” allegato

L’analisi del file elenco allegato “Tree” (paste.txt), fa evincere che i contenuti elencati appartengono all’ecosistema TeX/CWEB e alla distribuzione TeX Live, includendo progetti open‑source come dvisvgm, brotli, woff2, potrace e una struttura di installazione “install‑tl‑20251003”.paste.txt
Secondo questa evidenza, non emergono namespace, pipeline o domini interni che permettano di inferire una fuga di proprietà intellettuale riconducibile a Huawei.paste.txt

L’attore citato

Consultando i feed OSINT, KaruHunters è presente nei tracciamenti come attore orientato alla monetizzazione di presunti data‑leak tramite vendite riservate e rilascio di indizi limitati.
Secondo le stesse fonti, l’attribuzione rimane indicativa in assenza di riscontri forensi indipendenti o conferme ufficiali.

Conclusione

Fino a una conferma ufficiale, il presunto Huawei Breach resta un caso da monitorare, ma non verificato. Se confermato, l’incidente potrebbe avere un impatto significativo in diversi ambiti:

  • Rischio IP leakage: esposizione di codice sorgente e strumenti interni può facilitare exploit mirati.
  • Reputazione aziendale: ulteriore pressione su Huawei, già spesso sotto scrutinio per questioni di sicurezza.
  • Implicazioni geopolitiche: data la natura strategica dell’azienda, una compromissione potrebbe avere conseguenze anche a livello statale.

Le organizzazioni del settore dovrebbero mantenere un alto livello di allerta, aggiornare sistemi di monitoraggio su forum underground e verificare eventuali correlazioni con precedenti campagne attribuite a gruppi noti.

RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali. Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni in modo anonimo possono utilizzare la mail crittografata del whistleblower.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Inva Malaj 300x300
Studente con una solida formazione in gestione delle minacce di sicurezza informatica, intelligenza artificiale, etica dell'AI e trasformazione digitale. Attualmente impegnata in uno stage curriculare di 800 ore in Security Threat Management presso TIM, che è parte integrante del corso di formazione "Digital Transformation Specialist" presso l'ITS Agnesi a Roma. Ho completato il corso di Dark Web - Threat Management e sono parte attiva del Team DarkLab di Red Hot Cyber.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…

Immagine del sitoCyber Italia
Truffe WhatsApp: “Prestami dei soldi”. Il messaggio che può svuotarti il conto
Silvia Felici - 06/02/2026

Negli ultimi giorni è stato segnalato un preoccupante aumento di truffe diffuse tramite WhatsApp dal CERT-AGID. I messaggi arrivano apparentemente da contatti conosciuti e richiedono urgentemente denaro, spesso per emergenze come spese mediche improvvise. La…