Secondo un rapporto del team STRIKE di SecurityScorecard, gli hacker del gruppo Volt Typhoon, legato al governo cinese, hanno ottenuto l’accesso ai router Cisco RV320/325, che hanno cessato il supporto nel 2019.
Gli aggressori stanno sfruttando due vulnerabilità nell’interfaccia di gestione web dei router VPN Cisco Small Business RV320 e RV325 Dual Gigabit WAN, entrambi aggiunti al catalogo CISA Known Exploited Vulnerabilities (KEV):
- CVE-2019-1653 (punteggio CVSS: 7,5): consente a un utente malintenzionato remoto non autenticato di ottenere informazioni sensibili. L’errore è dovuto a un controllo di accesso URL errato. Un criminale informatico potrebbe sfruttare la falla collegandosi a un dispositivo vulnerabile tramite HTTP/HTTPS e richiedendo URL specifici. Uno sfruttamento riuscito consente all’aggressore di scaricare la configurazione del router o informazioni diagnostiche dettagliate.
- CVE-2019-1652 (punteggio CVSS: 7,2): consente a un utente malintenzionato remoto autenticato con diritti amministrativi su un dispositivo interessato di eseguire comandi arbitrari. La vulnerabilità è dovuta alla convalida impropria dell’input fornito dall’utente. Un criminale informatico potrebbe sfruttare la vulnerabilità inviando richieste HTTP POST dannose all’interfaccia di gestione basata sul Web di un dispositivo interessato. Un exploit riuscito potrebbe consentire all’aggressore di eseguire comandi arbitrari sulla shell Linux di base come utente root.
Le vulnerabilità colpiscono i dispositivi RV320 e RV325 con versioni software 1.4.2.15–1.4.2.20. Una correzione completa è arrivata nella versione firmware 1.4.2.22, ma non tutti gli amministratori hanno prestato la dovuta attenzione all’aggiornamento dei dispositivi obsoleti.
Secondo gli esperti di STRIKE, gli hacker hanno compromesso circa il 30% dei dispositivi in 37 giorni. Il team ha osservato frequenti connessioni tra i dispositivi compromessi e l’infrastruttura Volt Typhoon dal 23/12/23 al 7/1/2024, suggerendo una presenza molto attiva.
I ricercatori hanno anche scoperto delle web shell sui router hackerati, installate dai criminali informatici per controllare ulteriormente i sistemi. Ci sono segnali che Volt Typhoon stia preparando nuove infrastrutture per attaccare le risorse dei governi di Stati Uniti, Regno Unito e Australia.
I ricercatori sottolineano anche la preparazione attiva del Volt Typhoon per nuovi attacchi, anche contro obiettivi negli Stati Uniti e nei loro alleati. Hanno trovato 325 dei 1.116 potenziali obiettivi associati a indirizzi IP precedentemente identificati come proxy utilizzati da Volt Typhoon.
Gli esperti ritengono che il successo di questa campagna sia dovuto al fatto che gli aggressori hanno preso di mira apparecchiature obsolete che spesso vengono trascurate. Tali attacchi potrebbero diventare una tendenza popolare nella comunità dei criminali informatici.
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