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Microsoft IIS sotto tiro dagli hacker criminali cinesi: come UAT-8099 sfrutta siti autorevoli

4 Ottobre 2025 09:05

Un gruppo di criminalità informatica cinese noto come UAT-8099 è stato identificato da Cisco Talos come responsabile di una vasta campagna di attacchi. Gli attacchi, iniziati ad aprile 2025, hanno come bersaglio principale i server Microsoft Internet Information Services (IIS) vulnerabili, ubicati in vari paesi tra cui India, Thailandia, Vietnam, Canada e Brasile, che sono stati sistematicamente presi di mira.

Le organizzazioni che gestiscono server IIS sono invitate ad applicare immediatamente le più recenti patch di sicurezza e a restringere i tipi di caricamento dei file autorizzati, questo a causa del fatto che gli utenti dei dispositivi mobili con sistema operativo Android e iOS risultano essere particolarmente vulnerabili a causa delle pagine di download di APK personalizzate e dei siti di hosting per app iOS travestiti da risorse ufficiali.

La loro attività illecita è incentrata sull’alterazione degli indici di ottimizzazione dei motori di ricerca (SEO) al fine di incanalare traffico di elevato valore verso siti di pubblicità non autorizzati e di gioco d’azzardo illegali, estraendo nel contempo dati sensibili da prestigiose istituzioni.

La prima fase della campagna UAT-8099 consiste nell’esecuzione di scansioni automatiche al fine di rilevare server IIS obsoleti che permettono il caricamento di file senza alcuna restrizione. Una volta rilevato un server mal configurato, viene implementata una web shell ASP.NET open source da parte degli operatori, i quali eseguono comandi di sistema e raccolgono informazioni sull’ambiente.

La presenza di questo punto d’appoggio permette di generare un account utente temporaneo, al quale sono successivamente assegnati diritti di amministratore, abilitando l’accesso mediante il protocollo Remote Desktop (RDP). A seguito di ciò, il gruppo procede all’installazione di ulteriori shell web e utilizza strumenti di hacking pubblici combinati con Cobalt Strike al fine di assicurare la persistenza nel sistema.

Nel corso di questa fase, gli studiosi di Talos hanno individuato molteplici nuove versioni della famiglia di malware BadIIS. Le medesime varianti mostrano un minimo di rilevamento da parte degli antivirus e includono messaggi di debug in cinese semplificato, il che suggerisce uno sviluppo incessante da parte di aggressori che parlano cinese come lingua madre.

Al fine di consolidare il controllo, UAT-8099 attiva RDP, provvede all’installazione di SoftEther VPN nonché dello strumento VPN non centralizzato EasyTier e configura i tunnel proxy inversi FRP. Segue il dumping delle credenziali tramite Procdump e la compressione dei dati con WinRAR, mentre l’installazione di D_Safe_Manage, uno strumento di sicurezza IIS utilizzato per scopi dannosi, controlla gli intrusi concorrenti.

Nel momento in cui viene individuato Googlebot, il gestore offre contenuti creati ad hoc e backlink per i crawler di ricerca, aumentando in modo artificioso la reputazione del server e ottimizzando il posizionamento per i siti dannosi. Diversamente, agli utenti umani che arrivano tramite i motori di ricerca viene fornito del codice JavaScript che automaticamente li reindirizza verso siti di gioco d’azzardo o di pubblicità.

Implementare soluzioni di sicurezza avanzate, come criteri di password stringenti e meccanismi di blocco account con soglie ben definite, uniti a un monitoraggio costante dei registri dei server web, rappresenta una difesa cruciale contro le tecniche di attacco come l’UAT-8099. L’adozione di strumenti per il rilevamento degli endpoint dotati di funzionalità di analisi comportamentale può inoltre essere determinante nell’individuazione di utilizzi anomali di web shell e di beacon specifici come Cobalt Strike.

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Marcello Filacchioni 300x300
ICT CISO e Cyber Security Manager con oltre vent’anni di esperienza tra settore pubblico e privato, ha guidato progetti di sicurezza informatica per realtà di primo piano. Specializzato in risk management, governance e trasformazione digitale, ha collaborato con vendor internazionali e startup innovative, contribuendo all’introduzione di soluzioni di cybersecurity avanzate. Possiede numerose certificazioni (CISM, CRISC, CISA, PMP, ITIL, CEH, Cisco, Microsoft, VMware) e svolge attività di docenza pro bono in ambito Cyber Security, unendo passione per l’innovazione tecnologica e impegno nella diffusione della cultura della sicurezza digitale.
Aree di competenza: Cyber Security Strategy & Governance, Vulnerability Management & Security Operations. 

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