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Black Basta ha utilizzato una Vulnerabilità Zero-Day in Windows per distribuire il ransomware

Black Basta ha utilizzato una Vulnerabilità Zero-Day in Windows per distribuire il ransomware

20 Giugno 2024 07:39

I ricercatori Symantec hanno scoperto che gli aggressori associati al ransomware Black Basta stavano sfruttando una vulnerabilità appena scoperta nel servizio Windows Error Reporting (WER) per ottenere privilegi di sistema elevati. Questa vulnerabilità, nota come CVE-2024-26169, è stata risolta da Microsoft a marzo 2024.

Il CVE-2024-26169 è una vulnerabilità di escalation dei privilegi con un punteggio CVSS di 7,8. Consente agli aggressori di ottenere i diritti di amministratore di sistema. L’analisi dello strumento di exploit utilizzato negli attacchi recenti ha mostrato che la compilazione potrebbe essere stata completata prima che la vulnerabilità fosse stata corretta, indicando che era utilizzata come vulnerabilità zeroday.

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Symantec sta monitorando questo gruppo motivato finanziariamente chiamato Cardinal, noto anche come Storm-1811 e UNC4393. Questi aggressori utilizzano Black Basta per monetizzare l’accesso ai sistemi, spesso ottenendo l’accesso iniziale tramite QakBot e DarkGate.

Negli ultimi mesi, il gruppo ha utilizzato prodotti Microsoft legittimi come Quick Assist e Teams per attaccare gli utenti. Secondo Microsoft, gli aggressori inviano messaggi e chiamate tramite Teams fingendo di essere personale IT, portando all’uso improprio di Quick Assist, al furto di credenziali tramite EvilProxy e all’utilizzo di SystemBC per fornire accesso persistente e controllo dei comandi.

Symantec ha inoltre affermato di aver osservato lo strumento utilizzato in un tentativi di attacco ransomware. Gli aggressori utilizzano il file “werkernel.sys“, che crea chiavi di registro con un descrittore di sicurezza nullo. Ciò consente di creare una chiave di registro che avvia una shell di comandi con diritti amministrativi.

Un portavoce di Microsoft ha confermato che il problema è stato risolto a marzo e che i clienti che hanno installato la correzione sono protetti. Il software di sicurezza proprietario include strumenti per rilevare e proteggersi da questo malware.

Fortunatamente, la tempestiva patch di Microsoft ha impedito gravi attacchi, ma l’incidente serve a ricordare la crescente importanza della protezione dalle minacce informatiche.



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Pietro Melillo 300x300
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione