Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità

Infostealer: Quando un clic sbagliato ti fa vendere la Sicurezza Nazionale USA per soli 10 dollari!

19 Febbraio 2025 07:15

Miliardi di dollari, tecnologie avanzate e i più rigidi protocolli di sicurezza: niente di tutto questo ha protetto le strutture militari e le aziende di difesa americane dai più comuni reati informatici.

Lo Studio Hudson Rock mostra che decine di dipendenti di importanti appaltatori della difesa, tra cui Lockheed Martin e Boeing così come il personale dell’esercito e della marina degli Stati Uniti, sono stati infettati dagli infostealer. Credenziali, sessioni VPN, e-mail e persino l’accesso a sistemi di approvvigionamento chiusi sono ora nelle mani dei criminali informatici.

Basta un download accidentale di un file infetto sul tuo computer: un keygenerator di un gioco, un programma hackerato o un documento PDF trojanizzato è sufficente per installare un infostealer. Una volta installato, il malware raccoglie di tutto, dalle password alla cronologia del browser, fino ai file dal computer di lavoro. E poi i dati vengono venduti sul darknet. Il prezzo medio per l’accesso completo al computer di lavoro di un dipendente di un’azienda militare con dati sensibili è di soli 10 dollari.

Questo tipo di attacco si è dimostrato estremamente efficace. Secondo i dati raccolti negli ultimi anni sono stati infettati più di 30 milioni di computer. Di questi, circa il 20% conteneva account aziendali, tra cui quelli di società che collaborano con la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Particolarmente pericolosi sono i cookie di sessione attivi, che consentono ai criminali di accedere istantaneamente a sistemi protetti senza dover immettere dati di accesso e password. Nemmeno l’autenticazione a più fattori (MFA) sarà utile se un aggressore riesce ad accedere alla sessione attiva di un utente.

L’esempio di Honeywell mostra la portata del problema. Dal 2024, sono stati rubati 56 account aziendali a 398 dipendenti dell’azienda, tra cui l’accesso ai sistemi interni SAP, Bitbucket e SharePoint. Inoltre, sono trapelati gli accessi a servizi di terze parti: Microsoft, Cisco e SAP.

Ma la vera minaccia va ben oltre l’ambito del business privato. Tra le vittime c’erano membri della Marina Militare statunitense il cui accesso ai sistemi Citrix, OWA, Confluence e perfino alle piattaforme di addestramento militare era finito nelle mani degli aggressori. Ciò apre la porta ad attacchi contro installazioni militari critiche. Gli esperti sottolineano che se tali dati dovessero finire nelle mani di paesi ostili, le informazioni ottenute potrebbero essere utilizzate per penetrare in profondità nelle infrastrutture militari.

Elenco delle aziende i cui dipendenti sono rimasti vittime di infostealer (Hudson Rock)

Le principali misure di protezione includono:

  • Divieto di utilizzare dispositivi personali per lavoro: molte infezioni si verificano tramite computer utilizzati sia per attività personali che lavorative;
  • Rigorosa politica di download del software: utilizzare solo software con licenza;
  • Autenticazione multilivello con monitoraggio continuo della sessione: se i cookie di sessione vengono rubati, devono essere prontamente cancellati;
  • Monitorare costantemente le fughe di dati nel darknet: le aziende devono monitorare le fughe di dati dei propri dipendenti.

Hudson Rock ammette che Infostealer non è più solo uno strumento di hacking criminale, ma una minaccia per la sicurezza nazionale. Anche le aziende e le organizzazioni che mantengono rigidi standard di sicurezza informatica diventano vittime a causa delle vulnerabilità dei loro appaltatori e partner. La questione non è se le perdite possano essere prevenute, ma quanto velocemente possano essere individuate e neutralizzate.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Sandro Sana 300x300
Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA. Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity.
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
Visita il sito web dell'autore

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…

Immagine del sitoCyber Italia
Truffe WhatsApp: “Prestami dei soldi”. Il messaggio che può svuotarti il conto
Silvia Felici - 06/02/2026

Negli ultimi giorni è stato segnalato un preoccupante aumento di truffe diffuse tramite WhatsApp dal CERT-AGID. I messaggi arrivano apparentemente da contatti conosciuti e richiedono urgentemente denaro, spesso per emergenze come spese mediche improvvise. La…