
Un grave campanello d’allarme è suonato per Samsung Electronics e per il mondo della sicurezza informatica: un presunto Threat Actor, che si fa chiamare “mommy”, avrebbe messo in vendita accessi root non autorizzati al server Firewall della multinazionale.
La notizia è emersa tramite un post nel Dark Web, accendendo forti preoccupazioni per la sicurezza aziendale e per la potenziale esposizione di informazioni critiche e sensibili.
Al momento, non possiamo confermare la veridicità della notizia, poiché l’organizzazione non ha ancora rilasciato alcun comunicato stampa ufficiale sul proprio sito web riguardo l’incidente. Pertanto, questo articolo deve essere considerato come ‘fonte di intelligence’.

Al momento, Samsung non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali riguardo questo potenziale incidente di sicurezza, e il post non può ancora essere verificato in modo indipendente. Tuttavia, anche senza conferme, l’annuncio solleva il sipario su un tipo di minaccia che nessuna azienda può permettersi di ignorare: la possibilità che accessi amministrativi alla rete interna finiscano nelle mani di attori malevoli.
Questo evento deve essere trattato come un importante dato di intelligence. La sola ipotesi che un Threat Actor possa avere accesso ai Firewall di una grande azienda come Samsung pone il tema della sicurezza IT al centro delle riflessioni per tutte le aziende con infrastrutture critiche.
Attualmente, non siamo in grado di confermare con precisione l’accuratezza delle informazioni riportate, poiché non è stato rilasciato alcun comunicato stampa ufficiale sul sito web riguardante l’incidente.
Se l’affermazione fosse confermata, l’accesso ai Firewall fornirebbe all’aggressore una vera e propria “chiave” per muoversi liberamente all’interno della rete di Samsung. Questo tipo di accesso è estremamente rischioso per molteplici motivi:
Inoltre, i dati che potrebbero essere esposti includono anche proprietà intellettuali, progetti di ricerca e sviluppo e dati operativi fondamentali, mettendo a rischio la competitività e la reputazione dell’azienda.
I broker di accesso (o “Initial Access Brokers” in inglese) sono individui o gruppi che si specializzano nel compromettere inizialmente i sistemi informatici delle vittime e quindi vendere l’accesso non autorizzato a questi sistemi a gruppi di ransomware o altri attori malintenzionati.
Questi broker svolgono un ruolo cruciale nella catena di attacchi ransomware, poiché forniscono agli attori del ransomware un punto d’ingresso nei sistemi delle vittime.
Ecco come funziona tipicamente il processo dei broker di accesso:
L’apparizione di un annuncio di vendita per un accesso così critico nel Dark Web dimostra quanto sia fondamentale proteggere le risorse più sensibili con strategie avanzate di sicurezza informatica. Questo evento deve fungere da monito per tutte le aziende e i professionisti della sicurezza: la protezione dei firewall e degli altri dispositivi di rete è essenziale per garantire la sicurezza dell’intera infrastruttura aziendale. Nonostante la mancanza di conferme ufficiali, l’informazione va trattata con serietà: il futuro della sicurezza aziendale dipende dalla capacità di anticipare, monitorare e contrastare le minacce emergenti, specialmente in un’epoca in cui anche il minimo accesso può rivelarsi devastante.
Come nostra consuetudine, lasciamo sempre spazio ad una dichiarazione da parte dell’azienda qualora voglia darci degli aggiornamenti sulla vicenda. Saremo lieti di pubblicare tali informazioni con uno specifico articolo dando risalto alla questione.
RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali. Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni in modo anonimo possono utilizzare la mail crittografata del whistleblower.
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